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QUIRINALE/ Formica: ecco il programma del nuovo presidente a tempo

Per RINO FORMICA, quello attuale è un Parlamento di impediti e di abusivi. Il suo obiettivo sarà eleggere un presidente della Repubblica che si impegni a non sciogliere le Camere

Giorgio Napolitano (Infophoto) Giorgio Napolitano (Infophoto)

“Quello attuale dal punto di vista costituzionale è un Parlamento di impediti e di abusivi. Il suo obiettivo sarà eleggere un presidente della Repubblica che si impegni a non sciogliere le Camere”. E’ l’analisi di Rino Formica, ex ministro socialista delle Finanze e del Lavoro, nel momento in cui i giochi sul nuovo inquilino del Quirinale entrano nel vivo. Tanto è vero che ieri Giorgio Napolitano è intervenuto con un comunicato stampa nel quale si precisa che non si dimetterà prima della fine del semestre di presidenza europeo che scade a fine anno.

Che cosa ne pensa del modo in cui la questione relativa al Quirinale si incrocia con la legge elettorale e le riforme costituzionali?

Dobbiamo cercare di andare sempre alla radice, altrimenti ci fermeremo sempre alla cronaca. La cronaca dice che Berlusconi vuole prima concordare l’elezione del presidente della Repubblica e poi approvare la legge elettorale e la riforma della Costituzione. L’interesse del Cavaliere è quello di avere un presidente della Repubblica che secondo i suoi desideri e gli accordi del Nazareno possa dargli la cosiddetta agibilità politica, cioè la grazia per i processi di oggi, domani e sempre.

E’ per questo che vuole prima il capo dello Stato e poi l’Italicum?

Sì. Berlusconi ha bisogno che non ci sia il “ricatto” delle elezioni anticipate prima della nomina del presidente della Repubblica. Il problema è che è proprio attraverso l’eventualità delle elezioni che Renzi spera di uscire dai suoi guai. La questione è capire chi dovrà essere il nuovo presidente della Repubblica e quali poteri debba avere.

Qual è la sua posizione su questi temi?

L’attuale capo dello Stato fu nominato a tempo. Il tempo doveva essere di 18 mesi, che dovevano coincidere con la modifica della legge elettorale e le riforme costituzionali. Siamo arrivati alla scadenza dei 18 mesi e non ci sono né la legge elettorale né le riforme costituzionali, ed è in atto un aggravamento della situazione generale del Paese che non esce dai suoi guai. Napolitano naturalmente dice: “Adesso il mio mandato è finito”.

Il nuovo presidente sarà anch’esso provvisorio o durerà sette anni?


COMMENTI
03/12/2014 - MARCHIONNE FOR PRESIDENT (Achille Cilea)

Ringraziamo Napolitano per i 18 mesi di tempo che ci ha fatto perdere ma andiamo avanti ! Se il paese non cresce occorre correre ai ripari:serve uno shock (per la classe politica). Lanciate una campagna per un inquilino del Quirinale nuovo :MARCHIONNE FOR PRESIDENT.Achille Cilea

 
02/12/2014 - A primavera saremo grecizzati? (Carlo Cerofolini)

Napolitano più che per le mancate – per ora – riforme sia elettorali che costituzionali e la stanchezza dovuta all’età, è molto probabile che voglia lasciare in “bellezza”, perché teme che dopo le elezioni regionali di primavera ci sarà, oltre il crollo verticale economico e sociale dell’Italia, il redde rationem sui conti pubblici da parte dell’Ue e l’attacco della speculazione finanziaria internazionale che ci metteranno a terra e così quasi sicuramente saremo messi sotto tutela dalla Troika (Bce, Fmi, Ue) e quindi saremo grecizzati. Renzi, d’altra parte, che tutto questo lo sa bene, tenta il tutto per tutto per fa approvare l’Italicum – a suo uso e consumo – in dicembre, in modo da poter abbinare le elezioni regionali con quelle politiche, che spera di vincere, prima cioè che l’Italia venga, a causa dell’inconsistenza/dannosità delle politiche economiche del Rottamatore, commissariata e grecizzata dalla Troika, senza pagare dazio elettorale.