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SCENARIO/ Gotor (Pd): Quirinale e Italicum, Renzi ostaggio del Nazareno

Pubblicazione:martedì 2 dicembre 2014

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Noi siamo impegnati, laddove riteniamo che ci siano delle cose che non vanno, a migliorare le proposte del Pd e del governo. Lo facciamo in autonomia e con senso di responsabilità, che deriva dal fatto che il Pd, grazie ai risultati del 2013, è per la prima volta protagonista di un'esperienza di governo e si è trasformato nel perno del sistema politico italiano. Un nostro fallimento, come Pd e come governo, non è affatto auspicabile perché rischierebbe di consegnare l'Italia allo sfascismo del M5S o a una destra xenofoba come quella che si sta organizzando intorno a Salvini. Abbiamo voluto la bicicletta, dobbiamo pedalare.

 

Quali sono le proposte della sinistra Pd per quanto riguarda la legge elettorale?

In commissione Affari costituzionali stiamo ragionando su delle modifiche intervenute nel frattempo all'Italicum che rispondono a delle richieste che noi avevamo fatto, nonostante fossimo accusati di voler sabotare le riforme: alzare la soglia dal 37 al 40% per evitare il ballottaggio e abbassare la soglia di ingresso in Parlamento dall'8 al 3%. Rimangono due criticità. 

 

Quali? 

La soglia dei parlamentari nominati è ancora troppo alta, perché oscilla tra il 50 e il 60%: agli elettori italiani deve essere restituito il diritto di scelta, dal momento che avremo una sola camera politica e un senato composto da eletti di secondo grado. Bisogna inoltre riconoscere ai partiti la facoltà di apparentarsi tra il primo e il secondo turno per rendere il ballottaggio effettivamente rappresentativo di un progetto di governo.

 

(Pietro Vernizzi)



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