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QUIRINALE/ Qualcuno in Europa ha (già) scelto Draghi

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Guardi, se si parla di integrazione di popoli credo siano stati pochi, dal 1945 ad oggi, i momenti in cui i popoli d’Europa sono stati più lontani tra di loro. Non mi sembra che al momento, di fronte alla peggiore crisi economica di sempre, il continente sia attraversato da sentimenti di unione e fratellanza. Se poi l’Europa è un problema di armonizzazione di governi, burocrazie e lobbies mi sembra difficile che ne possa derivare qualcosa di positivo per i cittadini europei o per le loro libertà. Quello di Cassese è un wishful thinking? Possiamo prenderlo come un auspicio natalizio.

 

Il giudice emerito sta parlando in vista del voto per il Quirinale?

Questo non glielo so proprio dire ed è una cosa che non vorrei commentare. Draghi ha le caratteristiche per essere il nuovo capo dello Stato? Se Draghi diventasse il nuovo presidente della Repubblica si andrebbe davvero nella direzione dell’integrazione di cui parlava Cassese. Anche se in questo caso dovrebbe lasciare la presidenza della Bce, con tutto quello che ne verrebbe in termini di ridefinizione degli equilibri nelle politiche monetarie ed economiche a livello europeo. Penso che ci sia qualcuno fuori d’Italia che sarebbe felicissimo di vedere Draghi presidente della Repubblica italiana.

 

Il nuovo capo dello Stato sarà espressione di ristretti circoli europei o della politica italiana?

E’ la stessa domanda che mi ha fatto prima parlando di Draghi. Dubito comunque che la politica italiana oggi possa prescindere dai circoli europei, ristretti o meno che siano.

 

Berlusconi ha aperto la porta a un presidente del Pd. Lei che cosa ne pensa?

Berlusconi in questo momento non può fare altro, visto che il suo partito, o quel che ne resta, non è in grado di esprimere candidati credibili alla Presidenza della Repubblica. E’ questo uno dei molti problemi di Forza Italia.

 

Come si aspetta che sia il nuovo inquilino del Colle?

Non so quale sia l’ambiente da cui proverrà il prossimo presidente della Repubblica, ma sono convinto che, chiunque siederà al Quirinale, giocherà un ruolo in perfetta continuità con quello giocato negli ultimi anni da Napolitano. E cioè in continuità con l’evoluzione che ha subito la nostra forma di governo in questi anni di crisi.

 

Renzi accetterà un presidente in grado di fargli ombra?

Il sistema italiano è andato verso una forte integrazione tra presidenza della Repubblica e presidenza del Consiglio. Non vedo come questo potrebbe essere superato in futuro. Almeno a breve termine.

 

(Pietro Vernizzi)

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