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Politica

SPILLO/ 2014, da Renzi a Genny il "diario" del (fu) Bel Paese

Il 2014 volge al termine ed è importante sfogliare e ricordare cos'è capitato e cos'ha riguardato l'Italia in questo anno. Lo vediamo nell'analisi di ROBERTO LOCATELLI

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Il 2014 volge al termine, e seppur con la testa alle vacanze natalizie, è importante sfogliare e ricordare cos'è capitato e cos'ha riguardato l'Italia, il "fu Bel Paese". A inizio 2014 abbiamo la staffetta al ruolo di Premier italiano tra Enrico Letta e Matteo Renzi, un avvicendamento veloce e imprevisto sino a poche settimane prima tra due Presidenti del Consiglio non avallati dalle urne ma da manovre di Palazzo. Tuttavia, mentre Enrico Letta è da tempo un uomo politico che frequenta il potere centrale ed è un fedelissimo del candidato Premier di centrosinistra Bersani, Renzi ha scalato dapprima il Pd, poi ambito al ruolo di Premier con metodi e toni ben poco cortesi ed eleganti - il suo hashtag #Enricostaisereno ancora riecheggia in internet come una macchia indelebile nella credibilità della persona prima ancora del politico.

Renzi promette decisionismo, velocità, riforme, in occasione della sua proclamazione ne elenca numerose da votare e rendere operative, con cadenza mensile, sarà il primo atto di quella "annuncite" che non abbandonerà più il Premier in ogni occasione pubblica nella quale dimostra di saper affabulare con l'arte della retorica, essere più veloce di un pianista a twittare su internet, ma essere politicamente più inconcludente di un Luther Blisset sotto-porta.

Nel frattempo mentre il programma "supercazzola" di Renzi (copyright by M. Travaglio) prosegue, il Paese è sconvolto da un susseguirsi di inchieste giudiziarie che ne scoperchiano il diffuso e mai scalfito malaffare che ne compromette sempre più la credibilità sia a livello internazionale, ma soprattutto verso i cittadini italiani onesti che si destreggiano tra tasse e balzelli sempre crescenti, perdita del posto di lavoro, difficoltà ad arrivare a fine mese, in un cortocircuito di rabbia e depressione le cui conseguenze sono ancora tutte da riscontrare nel prossimo futuro.

Il semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea si sta per concludere nel disinteresse generale dei media italiani, ma giova ricordarne l'apertura, con un indimenticato intervento del Premier Renzi che, anziché concentrarsi sui reali problemi strutturali dell'Europa, divaga sui massimi sistemi, tirando in ballo Telemaco, tra l'ironia e la delusione degli intervenuti dal resto d'Europa per ascoltarlo. Ciò spiega perché pochi mesi dopo l'Economist raffigurerà il nostro Premier come un bimbo con il gelato in mano su di una barca (l'Europa) che affonda.

Quando qualcosa di concreto e immediato deve essere fatto, Renzi e i pezzi grossi del calcio italiano e dell'ordine pubblico battono in ritirata, in occasione della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, scoppiano disordini plurimi nei dintorni dello stadio di Roma, all'interno dello stesso la tensione è alle stelle, i tifosi napoletani capitanati dal loro leader "Genny a'carogna" non permettono lo svolgimento della partita se prima non hanno rassicurazioni in merito alle voci che si rincorrono sulla possibile morte di un tifoso napoletano (il quale, gravemente ferito, purtroppo spirerà tempo dopo).