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SCENARIO/ Italicum incostituzionale, meglio votare con il consultellum

Pubblicazione:mercoledì 3 dicembre 2014 - Ultimo aggiornamento:lunedì 8 dicembre 2014, 23.25

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I difetti dell'Italicum sono insanabili se non si mette un limite al premio di maggioranza. Poi il ballottaggio così come è previsto è una presa in giro, o – se si preferisce – una "truffa". Secondo me i candidati eletti dai cittadini alla fine non ci saranno. I tre leader non li vogliono: una Camera di nominati è ricattabile, mentre una Camera di eletti (anche solo in parte) può condizionarli. Ormai in Italia le oligarchie politiche sono abituate a fare le lezioni senza candidati pesati dai cittadini. Questa circostanza è all'origine dello sfascio del sistema politico.

Ma è necessario il voto di preferenza per riordinare il sistema politico?
No: in Germania il voto di preferenza sulle liste proporzionali non c'è e si vota direttamente e solamente la lista. Il problema in Italia si pone perché i partiti nel nostro Paese sono espressione di un degrado morale pauroso; basti pensare al finanziamento pubblico e alla corruzione che ha colpito tutti i partiti.

Cosa c'è dietro la recente "offensiva" politica di Berlusconi? Formica sostiene che l'unica preoccupazione di Berlusconi è un candidato (e poi un presidente) che gli conceda l'agognata agibilità politica. E' così?
Non credo che avere fatto il nome di Giuliano Amato come possibile inquilino del Quirinale abbia giovato a questi. Tanto più che nella collocazione attuale di giudice costituzionale sembra fuori gioco da ogni competizione politica e quella del Quirinale è certamente la più importante competizione politica della Repubblica. Quanto a Berlusconi, l'agibilità politica – in senso spaziale – la recupererà già ad aprile del 2015. Quando avrà finito di scontare (sia pure in modo singolare) la pena. Le preoccupazioni politiche di Berlusconi mi sembrano altre, molto concrete e legate alle scelte del Governo. Ma su questo terreno Renzi ha già manifestato di voler mantenere fede agli impegni assunti.

Renzi ha detto che Berlusconi "non dà più le carte". Eppure, i due avevano stretto un patto. Che ne pensa?
Berlusconi è abituato a fare saltare il banco. Lo ha fatto con D'Alema ai tempi della bicamerale del 1997-98. Ma non credo che si ripeterà adesso; gioca a non dare le carte, ma alla fine le darà se avrà quanto pattuito. Del resto, se il patto è rimasto segreto e verbale, un motivo ci deve pur essere; altrimenti non solo lo avrebbero scritto, ma molto correttamente avrebbero dovuto trasferirlo anche in sede parlamentare, ad esempio con la votazione di un ordine del giorno che impegnava in modo trasparente i rispettivi gruppi parlamentari davanti all'opinione pubblica.

Secondo lei è del tutto scongiurato il rischio di elezioni anticipate? 


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COMMENTI
04/12/2014 - Riflessione (roberto cagnoni)

Siamo arrivati ad una confusione politica che esprime lo smarrimento etico in cui versa la nostra società. Mi sembra che la strada del BENE COMUNE non richieda soluzioni radicali come, ad esempio, il rifacimento della nostra Carta Costituzionale che, comunque, ci viene riconosciuta, da esperti costituzionalisti, come una buona Costituzione. Grandi figure politiche, espressioni di speranza di rinascita e di riscossa civile e morale, animarono l'assemblea costituente del 46 e produssero la nostra attuale Costituzione repubblicana. L'attuale situazione di degrado istituzionale dipende, a mio avviso, solamente dal degrado morale e civile in cui versa la nostra società. Non si risolve il problema cambiando le regole e modificando le leggi. Il problema si risolve solamente rispettando le regole e le leggi, ovvero rispettando il patto di civile e solidale convivenza. Si potrebbe fare una riflessione sulla evasione fiscale, sulla corruzione finanziaria e sulle organizzazioni criminali, la storia recente è maestra, che violano le regole della legalità con la connivenza della classe politica. Potremmo riporre in siffatta congenie polita la speranza per una società migliore. Forse prima della Costituzione dovremmo modificare il cuore con cui viviamo e ci rapportiamo con la realtà. Forse anche le regole della politica aiuterebbero la nostra cara Italia ad uscire dal tunnel in cui si è infilata.

 
03/12/2014 - W il Pentapartitium (Santino Camonita)

Ormai nel nostro paese qualunque proposta di cambiamento viene tacciata di incostituzionalità. A questo punto torniamo al proporzionale e non se ne parli più! Evviva il Pentapartitium.

 
03/12/2014 - Una proposta (Luigi PATRINI)

Alexis de Tocqueville, nel suo “La democrazia in America”, sottolinea la grande prova del popolo statunitense che, “avvertito dai suoi legislatori che gli ingranaggi del governo si arrestano, rivolge senza fretta e senza paura gli sguardi su se stesso, misura la profondità del male, si contiene per due anni allo scopo di scoprire con calma un rimedio e, trovatolo, vi si sottomette volontariamente...”. Risultato sarà la nuova Costituzione che, entrata in vigore nel 1789, sostituirà quella del 1778 e, nella sostanza, dura ancora oggi. Qualcosa di simile dovremmo fare noi Italiani. Pausa di un anno: si elegge una Costituente di 100 membri, eletti a suffragio universale con il metodo proporzionale puro applicato ad un unico collegio nazionale: così tutte le forze politiche sono rappresentate. Entro un anno si fa una nuova Costituzione, la si ratifica con referendum nazionale come nel 1946, si torna alle urne e, finalmente, nasce la Seconda Repubblica italiana. E’ una proposta: bisogna azzerare tutto e ripartire. Solo ripartendo senza imbrogli, potrà nascere qualcosa di serio.