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SCENARIO/ Polito: Quirinale e Jobs Act, l'esame di "maturità" di Renzi

Per ANTONIO POLITO, la vera sfida è se Renzi sarà così intelligente e lungimirante da capire che un nome di peso al Quirinale potrebbe aiutarlo anziché fargli ombra come teme

Matteo Renzi, ieri, alla conferenza stampa di fine anno (Infophoto) Matteo Renzi, ieri, alla conferenza stampa di fine anno (Infophoto)

“Se la domanda è se è giusto che un impiegato pubblico che sbaglia, partendo dai furti e arrivando all'assenteismo a volte vergognoso, paghi, la risposta è sì. Su questo sono pronto al confronto in Parlamento”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel corso della conferenza stampa di fine anno. Ne abbiamo parlato con Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera.

 

Come valuta complessivamente i temi emersi dalla conferenza stampa di fine anno del premier?

Renzi mi è parso concentrato e con le idee chiare sulle cose da fare nel prossimo anno. E’ riuscito a distrarre l’attenzione dei giornalisti dalla questione del nuovo inquilino del Quirinale, sulla quale in ogni caso non avrebbe potuto dare risposte, e a mettere in risalto ciò che di positivo ritiene di avere fatto quest’anno. Il tutto è condito da un ottimismo sulla condizione economica del Paese forse esagerato, ma del resto i primi ministri di solito sono ottimisti.

 

Che cosa ne pensa del passaggio sul Jobs Act?

Per Renzi era importante avere comunque le norme sulla licenziabilità prima che scattassero dal primo gennaio gli sgravi fiscali per le assunzioni con il contratto a tutele progressive. Gli sgravi sono realmente un motivo di speranza in quanto potrebbero convincere gli imprenditori a trasformare i contratti a termine in assunzioni a tempo indeterminato. I nuovi contratti a tutele crescenti però non sarebbero stati utilizzabili se avessero mantenuto le garanzie di non licenziabilità del vecchio contratto a tempo indeterminato.

 

E quindi?

Per Renzi era importante ottenere il risultato delle norme sulla licenziabilità prima di cominciare a concedere gli sgravi. Dal punto di vista politico, però, Renzi ha fatto un passo indietro rispetto ad alcune iniziative più incisive, che Ncd dava per scontate, perché ha certamente cercato di mantenere un clima più sereno nel Pd. Con l’elezione del capo dello Stato alle porte, il Pd per Renzi è ridiventato molto importante.

 

Qual è il bilancio del semestre italiano di presidenza europea?