BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

QUIRINALE/ Folli: l'accordo Renzi-Berlusconi ci lascerà solo macerie

Pubblicazione:mercoledì 31 dicembre 2014

Matteo Renzi Matteo Renzi

Sì, ci saranno forti turbolenze anche perché la questione si incrocia con l’elezione del presidente della Repubblica. Le turbolenze sul lavoro saranno più o meno intense e decisive per la compattezza del Pd a seconda di come finirà la campagna parlamentare per il nuovo capo dello Stato. I due piani sono destinati a intrecciarsi in tempi molto rapidi.

 

Quanto sono legati Jobs Act ed elezione del presidente?

I due piani sono distinti ma in qualche modo destinati a incontrarsi. E’ chiaro che c’è una tensione legata al tema del lavoro, che può esplodere o meno a seconda che sia trovato un compromesso sul capo dello Stato.

 

Il Jobs Act indebolisce Renzi in vista della partita per il Quirinale?

No, non lo indebolisce, anche se Renzi non ha tutti gli assi in mano per giocare la partita per il Quirinale e lo sa anche lui. Il partito è refrattario ad accettare i suoi candidati, sa che deve trovare una qualche forma di accordo con Berlusconi, senza però indispettire il suo partito. Certo se il Pd dovesse frantumarsi in una sorta di Vietnam parlamentare per eleggere il capo dello Stato questo avrebbe effetti anche sulla gestione delle questioni relative al lavoro.

 

Renzi è davvero in grado di tutelare Berlusconi come gli ha fatto credere?

Renzi per tutelare Berlusconi ha bisogno di un partito abbastanza compatto. Perché ciò avvenga il premier ha bisogno di mostrare che non è un uomo che va avanti da solo, ma che ha a sua volta le spalle abbastanza coperte da Forza Italia. E’ per questo che Renzi cerca di consolidare Berlusconi come partner, perché sa bene che anche in Forza Italia ci sono delle contestazioni.

 

Che cosa si aspetta dalla partita per il Quirinale?

Un accordo ampio tra Pd e Forza Italia in teoria potrebbe produrre un presidente nelle prime tre votazioni, come accadde con Cossiga e con Ciampi. In realtà per reazione l’asse Renzi-Berlusconi potrebbe produrre molti franchi tiratori, ma dalla quarta votazione in poi si riuscirà a eleggere il presidente della Repubblica. E’ una strategia che ha una sua logica ma che sconterà anche un prezzo politico. Eleggere un presidente della Repubblica avendo provocato 150 o 200 franchi tiratori significherebbe lasciare sul campo un panorama cosparso di macerie.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
31/12/2014 - Elezioni con la legge di Murphy? (Carlo Cerofolini)

Quasi sicuramente – come per tutto ciò che sta accadendo in Italia e pure nell’Ue a trazione germanica – anche per l’elezione del Presidente della Repubblica si applicherà la legge di Murphy, ovvero se qualcosa è possibile che vada storto sicuramente andrà storto.