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Politica

PD vs RENZI/ Cuperlo: no al voto nel 2016, questo Italicum non ci piace

Gianni Cuperlo (Infophoto)Gianni Cuperlo (Infophoto)

Non è un’opinione di Bersani ma un fatto oggettivo. A parte il partito che vince e forse quello che arriva secondo, qualunque altra formazione si limiterebbe a eleggere una pattuglia di parlamentari che coinciderebbe con i capolista. Se poi non si modifica la norma sulle multi-candidature, ancora di più saremmo di fronte a un parlamento composto secondo una logica pilotata. Non mi sembra una soluzione per il problema che abbiamo avuto in questi anni, e che almeno in parte ha contribuito alla crisi di fiducia nei confronti del Parlamento e delle istituzioni.

 

E se votassimo con il Consultellum per eleggere una nuova Assemblea costituente?

L’unica Assemblea costituente che c’è stata finora è stata quella del ’46-’48, e sappiamo bene da chi era composta, quali figure e quali profili. Non so se in questo momento ci troviamo al centro di un clima e di una stagione che può essere definita la più adatta e funzionale, nonché quella all’altezza di una sfida di questa portata. Userei grande cautela quando si parla della Costituzione repubblicana e ci si propone di metter mano ad essa.

 

Che cosa manca oggi dal punto di vista morale e politico rispetto alla stagione del ’46-‘48?

E’ del tutto diverso il contesto storico, sociale, culturale. L’Italia del 1946 era un Paese letteralmente distrutto e cosparso di macerie morali e materiali. Alle spalle c’era una dittatura odiosa che aveva sequestrato le libertà e i diritti e che aveva portato l’Italia nell’avventura tragica della guerra. Alle spalle c’erano le leggi razziali del ’38, ma c’era anche la lotta di liberazione. C’erano grandi culture politiche che confluirono nel patto repubblicano e costituente. C’era anche una grande speranza di rinascita, di ricostruzione, di riscossa civile e morale. E soprattutto c’erano personalità, che ebbero un ruolo in quel passaggio cruciale e dentro l’Assemblea costituente.

 

(Pietro Vernizzi)

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