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Politica

DIETRO LE QUINTE/ Da Mafia capitale "via libera" all'Italicum di Renzi

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

Per il resto della lista, si esprimeranno le preferenze. Per via del premio di maggioranza però, quasi esclusivamente il partito vincente avrà una parte dei suoi deputati eletti con le preferenze. Tutti gli altri difficilmente avranno più di un eletto per collegio. Gli esperti hanno calcolato solo 240 eletti con le preferenze su 630.  C'è chi paventa dubbi di costituzionalità, sulla base della sentenza della Consulta che ha bocciato il Porcellum (la n. 1/2014), ma tant'è. Per il momento l'accordo fra Forza Italia e democratici sembra blindato.

Non c'è alcun accordo, invece sugli altri due nodi irrisolti, a cominciare dall'entrata in vigore dell'Italicum riveduto e corretto. Renzi è disposto a inserire una clausola temporale, la data del 1° gennaio 2016. Ma per chi tema che il premier voglia andare al voto al più presto, e sono in molti, non basta. Da qui la proposta di Roberto Calderoli, autentico marpione della materia, di un ordine del giorno per legare l'entrata in vigore della nuova normativa elettorale al percorso delle riforme istituzionali, a quando cioè sarà stabilito che il Senato non sarà più eletto direttamente dai cittadini. 

Del resto, se la proposta Calderoli non fosse accolta si arriverebbe senza rete all'ultimo nodo, forse il più intricato: il rischio di avere per parecchi mesi una legge nuova in vigore per la Camera e un vuoto normativo per quanto riguarda il Senato, in attesa della sua trasformazione. Sul tappeto ipotesi diverse, dalla semplice applicazione di ciò che del Porcellum è rimasto, dopo le sforbiciate della Corte, sino a una norma ponte che estenda al Senato il meccanismo della Camera, sino all'entrata in vigore delle nuove norme costituzionali che ne mutano la fisionomia. Pare una questione di lana caprina, ma non lo è, perché la legge elettorale appartiene alla categoria delle norme obbligatorie: una legge che deve essere sempre in vigore, perché il parlamento può essere sciolto in qualsiasi momento. La battaglia sul calendario e sulla definizione della fase transitoria appare quindi assai più politica di quanto non si possa immaginare.

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COMMENTI
09/12/2014 - Ribelliamoci e facciamolo sapere (Luigi PATRINI)

Io credo che due terzi degli Italiani non si sentano rappresentati dalla politica attuale. Io stesso, che pure vengo da una luna storia di militanza attiva in politica, sono propenso a non partecipare alle votazioni del prossimo Parlamento se non ci sarà permesso di scegliere i candidati esprimendo la nostra preferenza per almeno due persone. Credo opportuno che chi condivide la necessità che ci sia una reale ed effettiva possibilità di esprimere le preferenze (non solo per la lista vincente!!!) cominci a mobilitarsi dicendo che non voterà se non si potranno scegliere i candidati. E' meglio dirlo prima, così i Politici che pensano solo alla loro poltrona si accorgeranno di essere i veri responsabili della disaffezione sempre più diffusa verso quella che S. Ambrogio riteneva l'arte nobile di costruire l'amicizia in città. Se la politica deve solo confermare i giochetti di una casta .... se li facciano loro!