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POKER RENZI-LETTA/ Adinolfi: Matteo rischia di rimanere in mutande...

Pubblicazione:lunedì 10 febbraio 2014

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Nella sua partita a poker contro Letta, Matteo Renzi sta vincendo e continuerà a vincere anche le prossime mani, ma come sa qualsiasi professionista del tavolo verde il segretario del Pd potrebbe trovarsi in mutande in un attimo. Lo spiega Mario Adinolfi, giornalista, blogger, ex deputato del Pd e professionista di Texas Hold’em, una variante del poker in salsa texana. Ciascuno dei due sfidanti ha uno stile di gioco completamente diverso dall’altro, Letta è cauto e misurato, Renzi rischia tutto puntando a ogni mano ogni cosa che ha, i vestiti che indossa e magari anche i risparmi di mamma e papà.

 

Nella partita a poker tra Letta e Renzi chi bluffa e chi gioca a carte scoperte?

Nessuno dei due sta bluffando. Sono due stili molto diversi di gioco, nel linguaggio del Texas Hold’em quello di Letta si chiama “tight” in quanto gioca di rimessa e non aggredisce mai. Quello di Renzi è invece uno stile che nel poker chiamiamo “maniac aggressive”, in quanto al contrario aggredisce ogni piatto e cerca di ottenere il massimo risultato possibile. Sono due stili molto diversi, ognuno con la sua capacità di essere efficace, anche se in questo momento l’intera partita sta andando a favore di Renzi.

 

Chi sta rischiando di più tra Renzi e Letta?

Renzi ha “aggredito i piatti” a tal punto che ha già corso parecchi rischi. Annunciando che abolirà il Senato non ha certo fatto una mossa di poco conto. E quando ha dichiarato che intende cambiare completamente la legislazione sul lavoro, ha toccato un tema delicato che rischia di alienargli le simpatie di una parte della sinistra.

 

Quali altre mosse azzardate ha fatto Renzi?

Se uno va nel Pd, un partito chiaramente organizzato per consorterie e congreghe, e dice che intende smantellarle tutte, si assume fin da subito un rischio enorme. In più Renzi ha imposto uno stile da uomo solo al comando, e sulla riforma elettorale ha detto “o prendere o lasciare”. Altri rischi li corre quando demonizza il Movimento 5 Stelle, o giunge a invitare Berlusconi dentro alla stessa sede del Pd. Renzi insomma sta correndo fin troppi rischi, e per questo nel linguaggio del poker sarebbe definito un “maniac aggressive”.

 

Letta invece è un giocatore più cauto e guardingo?


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COMMENTI
10/02/2014 - Poveri noi (Carlo Cerofolini)

In altri termini, come affermava Flaiano, la situazione è tragica ma non è seria. Comunque siamo messi male e se si pensa che Renzi dovrebbe essere quello che risolve gli italici problemi (sic) poveri noi!

 
10/02/2014 - Per ora siamo alla canotta! (claudia mazzola)

Qui se non ci diamo da fare...mio marito ha trovato un architetto che divida una parte d'ufficio con lui, almeno si paga un pezzettino d'affitto. Se aspettiamo i politici, in mutande restiamo noi!