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Politica

SCENARIO/ Le tre carte di Napolitano

Giorgio Napolitano (Infophoto)Giorgio Napolitano (Infophoto)

Il problema è che si rischia di andare a votare con il proporzionale puro uscito dalla sentenza della Corte costituzionale, cosa che renderebbe inevitabile dopo il voto una riedizione del governo di larghe intese, magari con Renzi alla guida, ma con la necessità di imbarcare Forza Italia. Uno scenario che al sindaco di Firenze proprio non piace, ma che è meglio della palude. 

La terza via è quella di un governo di legislatura, sino al 2018, ma solo la guida di Renzi lo renderebbe credibile. È lo scenario che ha fatto esclamare al diretto interessato "Ma chi ce lo fa fare di andare al governo senza passare dal voto". Eppure intorno a Renzi la pressione negli ultimi giorni si è fatta sempre più forte, anche se non mancano i moniti di chi, come Prodi, gli ricorda che rischia di fare la stessa fine di D'Alema nel 1998, cioè bruciarsi in assenza di legittimazione popolare. Ma i suoi insistono che, rimanendo lontano dalle leve del potere, il rischio di finire logorato nel sostegno a un governo Letta sempre più debole è altissimo. E allora meglio far proprio il nuovo slogan berlusconiano del "o la va o la spacca", e giocarsela da Palazzo Chigi.

Certo, tutti e tre gli scenari che Renzi e Letta hanno davanti dovranno fare i conti con Napolitano. Il capo dello Stato auspica che sia questo governo, con ritocchi minimi, a garantire la governabilità per tutto il 2014, semestre europeo compreso. Ma l'immobilismo che ha favorito lo scatenarsi delle contestazioni a 5 Stelle in parlamento comincia a preoccupare seriamente il Quirinale. Un governo Renzi non è un'ipotesi gradita, quindi probabile si spiegherà un tentativo di fornire ancora un ombrello protettivo all'esecutivo che c'è. Ma se Letta fallirà l'operazione rilancio, gli altri due scenari diventeranno entrambi possibili.

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