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ATTACCO A NAPOLITANO/ Sapelli: un gioco di potere orchestrato dal Corriere

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Giorgio Napolitano (Infophoto)  Giorgio Napolitano (Infophoto)

Direi proprio di no: sono tutti esponenti dello stesso gruppo di interesse, che in quell'estate aveva messo nel mirino l'Italia e il governo guidato da Berlusconi, la cui caduta a novembre, come ho scritto più volte, è stata una cosa senza precedenti, visto che mai si è verificato che un esecutivo si veda costretto a lasciare pur avendo una maggioranza parlamentare.

 

Quindi anche la famosa lettera della Bce dell'estate 2011 nasce in questo contesto in cui gruppi di potere ben precisi lavorano al cambiamento?

Naturalmente, il legame è del tutto evidente.

 

Professor Sapelli, viviamo in un presidenzialismo di fatto?

Formalmente no, in quanto il parlamento è ancora centrale. Ma l'azione del presidente della Repubblica descrive un sistema in cui non ci sono più partiti forti e grandi imprese, e dove il Quirinale si prende un peso sempre crescente nelle decisioni che contano, puntando sulla persona che poteva piacere a Francia e Spagna, non certo a Gran Bretagna e Stati Uniti, contro cui Monti, quando è stato commissario, si è sempre schierato. Vede, oggi il potere è in mano a congreghe, circoli, club, grand commis d'etat, direttori dei ministeri, qualche alto funzionario. E al presidente Napolitano.

 

Un presidente forte, che fa e disfa, come ai tempi di Oscar Luigi Scalfaro.

 Scalfaro, che notoriamente aveva una forte connotazione politica, in realtà era controbilanciato da poteri altrettanto forti come i partiti, che oggi non sono più come un tempo. Questa è la sostanziale differenza con quel periodo storico, caratterizzato da forti contrappesi che oggi non ci sono.

 

Perché proprio oggi salta fuori questa vicenda?

 Perché la situazione economica è terrificante, peggiore di quella del 2011, e quindi si sono rimessi in moto quei sommovimenti che in qualche modo mirano al cambiamento o, quanto meno, al riassestamento.

 

(Piergiorgio Greco)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
11/02/2014 - gruppi di potere (luisella martin)

La Costituzione prevede questi gruppi di potere? Il popolo non può decidere le proprie sorti solo attraverso le elezioni? E il potere dei giornali qual é? Solo quello di registrare in silenzio il potere degli altri gruppi di potere?

 
11/02/2014 - complotto? (ottavio di stanislao)

Purtroppo nel dibattito politico manca una seria analisi sugli esiti del ventennio trascorso con la dannosità dello pseudo-bipolarismo italiano. Si continua a solleticare il tifo delle opposte tifoserie riproponendo lo stesso schema da venti anni senza dire la verità agli italiani. La crisi attuale è il prodotto di questa impostazione di partire dagli schieramenti e non da proposte di governo serie ed efficaci, ma necessariamente impopolari, per provare ad avviare un percorso di ripresa. Altro che complotto! Nel 2011 Berlusconi fu costretto al passo indietro per le contraddizioni esplose all'interno del suo schieramento (espulsione di Fini dal PDL, indisponibilità della Lega alla riforma previdenziale, contrasto con Tremonti). Schieramento che ora si vorrebbe riproporre con l'aggiunta dell'UDC. Per fortuna l'iniziativa tempestiva del presidente Napolitano limitò i danni derivanti dall'irresponsabilità della politica.