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Politica

CANNABIS/ La Consulta boccia la legge Fini-Giovanardi: “Viola la Costituzione”

La Corte Costituzionale ha bocciato, a circa 8 anni di distanza dalla sua entrata in vigore, la legge Fini-Giovanardi che ha equiparato le droghe leggere a quelle pesanti

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La Corte Costituzionale ha bocciato la Legge Fini-Giovanardi – varata nel 2006 – definendo illegittimo il testo che equipara droghe leggere e pesanti. Alla base della sentenza vi è la violazione dell’articolo 77, secondo comma, della Carta: nella legge furono inseriti emendamenti estranei all'oggetto e alle finalità di partenza del decreto. A sollevare la questione di illegittimità era stata la terza sezione penale della Cassazione. Nei fatti, viene dunque cancellata la norma con cui erano parificate “ai fini sanzionatori” droghe pesanti e leggere: con la Fini-Giovanardi erano infatti state alzate le pene – prima comprese tra due e sei anni – prevedendo la reclusione da sei a venti anni con, inoltre, una multa compresa tra i 26mila e i 260mila euro. La decisione della Consulta, secondo le prime stime, avrà un effetto diretto su circa 10mila detenuti, oltre a tutti i procedimenti in corso per il reato in questione. Rivive dunque la legge Iervolino-Vassalli come modificata da referendum del ‘93, che prevede pene più basse per le droghe leggere.

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COMMENTI
13/02/2014 - Commento al commento di Taddei (Franco Labella)

Sicuramente piu' di quanto Giovanardi (con la sua intervista sempre qui sul Sussidiario e prima di conoscere le motivazioni della sentenza) e lo stesso commentatore dimostrano di conoscere il meccanismo di intervento della Corte Costituzionale. Con una aggravante per Giovanardi: un ex-ministro che scrive che la Corte ha scavalcato il Parlamento sembra proprio ignorare la funzione di garanzia della Consulta che, ogni volta che dichiara l'incostituzionalità di una legge, "scavalca" (per usare la terminologia specifica di Giovanardi) chi l'ha approvata. E non meraviglia che una collega di Giovanardi, l'ex ministro Gelmini, la teorica della educazione alla legalità senza lo studio del Diritto, il cui studio è stato da lei eliminato nelle scuole superiori, oggi si agiti parlando di violazione della Costituzione a proposito della eventuale "staffetta". Ecco facessero entrambi un sano "mea culpa" e presentassero un progetto di legge per ripristinare lo studio del Diritto a scuola. Servirebbe anche ad evitare i commenti, decisamente diseducativi, come quelli di Taddei e Giovanardi e leggermente incoerenti come quello della Gelmini. Prof. Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia

 
12/02/2014 - commento (francesco taddei)

ma chi ha scritto la costituzione nel '46-'48 che ne sapeva di canne e droghe?