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RETROSCENA/ Il "golpe" degli Usa contro Napolitano e l'Italia

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Bastava leggere la dichiarazione del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, rilasciata solo qualche giorno fa sulla drammatica situazione economica del Paese, per comprendere che questo governo di Enrico Letta fosse ormai arrivato al capolinea. È solo un esempio del disagio diffuso, intendiamoci bene, perché Squinzi non ha di certo la possibilità di mettere in crisi un esecutivo. Il problema è che in questi ultimi giorni, anche con la dichiarazione di Squinzi, sono accaduti una serie di fatti che lasciano perplessi per la stessa concitazione con cui sono avvenuti.

Mettiamoci pure l'iniziativa incalzante di Matteo Renzi e la sua pressione per una svolta nell'azione di governo, che lascia spazio a scenari di ogni tipo. Ma questo attivismo del nuovo segretario del Pd è probabilmente la ripercussione di uno scenario più ampio che riguarda la situazione italiana, la politica europea e i rapporti tra l'Unione europea, a trazione tedesca, e l'altra parte dell'Atlantico, cioè gli Stati Uniti.

Non c'è da immaginare alcun complotto, ma solo ragioni di Stato e grandi interessi economici in questa vicenda, che ha come ultimo colpo di coda anche un attacco pesante al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che esce, con il libro di Alan Friedman, dalla "libreria" Rizzoli, cioè dal gruppo editoriale del Corriere della Sera, notoriamente un supporter del governo di Mario Monti e anche della correttezza istituzionale di Giorgio Napolitano.

Guarda caso, il Corriere della Sera è un giornale dove la Fiat, che non esiste più e che si è trasformata in FCA, ha un peso internazionale rilevante (c'è chi la definisce il vero "ambasciatore" Usa in Italia) e un altrettanto peso rilevante all'interno della Casa editrice di via Solferino. Sarà solo un caso, ma da mesi si parla di un contrasto sempre più pesante tra l'Unione europea e gli Stati Uniti sulle scelte di politica economica. Agli States, che "stampano moneta" e inondano i mercati di liquidità, si contrappone sempre di più, in modo ostinato, l'austerità imposta dalla Germania di Angela Merkel a tutta l'Europa e che ha ripercussioni anche in tutto il mondo. Così dicono gli americani. Su questo punto spesso si sorvola. I media di tutti i tipi non insistono molto e non si soffermano con la dovuta dovizia di particolari. Ma sfidiamo qualsiasi commentatore a smentire questo contrasto tra americani e tedeschi.

Allora, che cosa accade all'ombra di questo scontro reale? È possibile, è realistico pensare che ci sia un riposizionamento di quello che resta dei poteri italiani, magari perché agli americani interessa che la politica europea sia rimessa in discussione anche attraverso un nuovo "terremoto" finanziario a livello internazionale, insomma una destabilizzazione che può mettere veramente in ginocchio anche l'economia italiana.



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COMMENTI
12/02/2014 - commento (francesco taddei)

gli italiani protestano contro tutto ciò che li mette in riga. da tempo abbiamo rinunciato ad essere protagonisti. il vero ambasciatore usa in italia è un canadese che lavora per degli svizzeri e che ha tolto dall'italia la sede della più grande industri che avevamo, dopo che in 50 anni ci siamo svenati per risanarla. poi sui magheggi finanziari figuriamoci.. the new world order.

 
12/02/2014 - Commento breve (Diego Perna)

....che puó mettere in ginocchio l' economia italiana......mi scusi, ma Lei dove vive ? O forse era solo una battuta.