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SCENARIO/ La prima Repubblica di Renzi dà l'assalto all'Italia

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Enrico Letta (Infophoto)  Enrico Letta (Infophoto)

Il titolo doveva essere "Impegno 2014", ma il riferimento temporale è sparito, si è passati a un "Impegno Italia", che evoca uno scenario assai più lungo, sino forse alla fine naturale della legislatura, nel 2018. Ipotesi fantasiosa, agli occhi dei renziani, che non hanno visto nel dossier alcun segno di discontinuità. Per i lettiani, però, se non sarà una base programmatica, di sicuro costituirà un corposo lascito politico, perché ritengono la partita non ancora del tutto chiusa.

A favore di Letta rimane il sostegno di Napolitano, che da Lisbona risponde "non diciamo sciocchezze" a chi gli evoca l'ipotesi di un imminente scioglimento delle Camere. Alcuni retroscena descrivono il capo dello Stato molto contrariato dal suo recentissimo incontro con Renzi, anche se il suo realismo politico gli imporrebbe di dar corso a un cambio di linea da parte del Pd, se cioè ci fosse un chiaro orientamento a favore della staffetta a palazzo Chigi. 

Davanti al premier c'è la scelta delicata, se essere presente o meno alla direzione democratica che deciderà del suo destino. Rischia l'umiliazione, ma è lui stesso ad aver sfidato il sindaco a parlare chiaro, e quindi potrebbe decidere di andare. Di sicuro, sulla base dei deliberati della riunione concorderà con Napolitano il da farsi. In casa democratica i numeri sono tutti dalla parte del segretario vincitore delle primarie di dicembre, d'altra parte la controffensiva lettiana è stata pesante. Ma rinculare dall'assalto a Palazzo Chigi per Renzi e i suoi è diventato difficile, forse troppo. Mica possono dire: "Scusate, abbiamo scherzato".

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COMMENTI
13/02/2014 - Finalmente (Ivio Nicola Marongiu)

era ora: da tempo mi aspettavo che dal seno generoso del PD uscisse la via della rigenerazione del paese e mi aspettavo che venisse da Letta. Sembra che questa attesa, delusa da troppo tempo, si stia avviando ad essere realizzata. Letta è un democristiano doc non un democristianuccio alla De Mita. Letta è un cavallo di razza, tipo Fanfani o Moro. Oggi ha cacciato gli attributi e, contro ogni speranza e calcolo, si pone davanti al Paese, non solo davanti al PD, come alternativa (ancora tutto da costruire e svelare) al presuntuoso e fanfarone ragazzo fiorentino. Saprà essere all'altezza del compito? Sono convinto di sì, altrimenti dopo un fallimentare governicchio Renzi-Berlusconi (nell'ambigua forma di separati in casa per motivi fiscali), non ci resterà che piangere... sulla spalla di Grillo.