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CAOS PD/ Polito: tre premier in un anno? Un partito allo sbando

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Pierluigi Bersani, Enrico Letta e Massimo D'Alema ai tempi d'oro (Infophoto)  Pierluigi Bersani, Enrico Letta e Massimo D'Alema ai tempi d'oro (Infophoto)

Letta ha fatto certamente poco, ma se non è stato performante è perché prima l’esecutivo è stato bloccato per due-tre mesi dai ricatti di Berlusconi e poi, negli ultimi tempi, perché ha dovuto aspettare la risoluzione del giallo interno al partito, con la vittoria di Renzi e la sua proposta politica.

 

Quindi paga colpe (anche) non sue?

Le forze politiche, compreso il Pd, hanno una buona parte di responsabilità nel poco che ha fatto il governo Letta. È caduto perché il suo partito, rispetto al momento della sua nomina a primo ministro, è cambiato completamente. Renzi vuole assumere il comando delle operazioni: questa la ragione principe per la quale Letta non è più a Palazzo Chigi.

 

Il Pd da domani è più forte o più debole di prima?

A mio avviso ha dato uno spettacolo brutto che certamente non lo avvantaggia, soprattutto perché si era tanto detto che il prossimo governo sarebbe nato dalle urne e che Renzi non sarebbe diventato premier senza la benedizione popolare. Favorisce, semmai, l’antipolitica. È anche vero però – come ha detto Renzi – che se i risultati di governo sono visibili e convincenti, queste cose si dimenticano in fretta. C'è poi il nodo delle elezioni europee.

 

Si spieghi.

Renzi teme il risultato delle europee e il fatto che un brutto esito possa mandare per aria la sua segreteria. Ha pensato dunque di “premunirsi” facendo campagna elettorale da Palazzo Chigi, dimostrando che il Pd è cambiato, e in meglio. Se gli riesce questo giochetto il Pd ne esce più forte.

 

Il fatto che Renzi diventi premier senza passare dalle urne è un elemento che lo indebolisce?

Certo, è un fattore che gli gioca contro. Il Paese è sorpreso e anche un po’ sconcertato per quello che è successo. E parallelamente si rafforza la propaganda di Grillo e Berlusconi contro il Pd, ma tutto questo può essere pareggiato da un effetto “del fare” se il governo funzionasse.

 

Ncd ha dato l’altolà non assicurando l’appoggio. Fa parte del gioco delle parti vista la situazione o c’è dell’altro?

Il Nuovo Centrodestra entrerà nel governo, nessuno ha dubbi su questo. Non penso dunque che dobbiamo aspettarci chissà cosa. Ecco, il partito di Alfano – che ha i voti per essere decisivo al Senato – ha però un problema molto delicato: spiegare il proprio ruolo in un governo di centro-sinistra.

 

Renzi punta dritto al 2018. È fattibile?



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COMMENTI
14/02/2014 - A forza di sbandare ci faranno del male. (claudia mazzola)

A me pare tanto che i politici a noi elettori, ci stiano tirando per il popò, o no?