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Politica

CONSULTAZIONI NAPOLITANO/ Il calendario degli incontri di domani (news e aggiornamenti)

Enrico Letta è atteso al Quirinale dove incontrarà Giorgio Napolitano al quale rassegnerà le dimissioni da presidente del Consiglio. Matteo Renzi pronto a succedergli

Enrico Letta (Infophoto)Enrico Letta (Infophoto)

Dopo le consultazioni di rito con i presidenti di senato e camera, Napolitano ha cominciato a incontrare le forze politiche. Loredana De Petris, rappresentante di Sel, ha detto al capo dello Stato che il suo partito non appoggerà un governo Renzi: eravamo all'opposizione con Letta, ha detto, e lo saremo ancora. Da parte di Sel, ha detto ancora, nessun giudizio positivo: non siamo a un concorso di bellezza dove cambia tutto se cambiano i protagonisti. Intanto è stato reso noto da parte del Quirinale il calendario delle consultazioni di domani: alle ore 10.00: Südtiroler volkspartei; 10.20: Minoranza linguistica della Valle d'Aosta; 10.40: Centro democratico; 11.00: Maie -Movimento associativo italiani all'estero -Alleanza per l'italia (Api); 11.20: Partito socialista italiano (Psi) - liberali per l'italia (Pli); 11.40: Fratelli d'Italia; 12.00: Grandi autonomie e libertà; 12.20: Gruppo parlamentare per le autonomie. Alle ore 16.00: Ncd; 16.30: Per l'Italia e Udc; 17:00: Lega Nord; 17.30: Scelta Civica; 18:00: Sel (gruppo Camera); 18.30: Forza Italia; 19.15: Pd. La Lega Nord tramite il segretario Salvini ha comunque fatto sapere che non andrà al Colle: abbiamo altro da fare, ha detto Salvini.

Come da rito il via alle consultazioni è stato dato dall'incontro tra il capo dello Stato e il presidente del senato, Pietro Grasso, a cui seguirà quello con la presidente della Camera Laura Boldrini. Dopo di loro toccherà ai presidenti del gruppo misto di Senato e Camera, Loredana Depetris e Pino Pisicchio. E come sempre i maggiori partiti, dunque Forza Italia e Partito democratico, concluderanno le consultazioni, domani in mattinata. In mezzo le altre forze politiche. Movimento cinque stelle e Lega Nord non si presenteranno da Napolitano.

Sulla crisi di governo è intervenuto anche l'Osservatore romano, che parla di una crisi "dalle motivazioni e dai rituali che sanno di stantio". Il giornale del Vaticano dice anche che adesso con Renzi è il momento di voltare pagina per tutta l'Italia. dopo venti anni poco utili. Da Firenze invece, dove era impegnato in qualità di sindaco in una cerimonia alla presenza di 600 coppie che festeggiavano le nozze d'oro, Renzi stesso ha commentato che ci si trova oggi in un passaggio particolare dal punto di vista politico e istituzionale. Delusione totale invece arriva dal leader di Sel Nichi Vendola che sottolinea come fino a oggi le mosse di Renzi siano state tutte sbagliate: "Diremo al presidente che occorre cancellare la stagione della compromissione tra centrosinistra e centrodestra e avviare un risanamento economico fondato su un piano per il lavoro che non deve essere contro i lavoratori". 

Prenderanno il via alle ore 17 e si concluderanno domani le consultazioni del capo dello stato con le forze politiche, consultazioni a cui Movimento cinque stelle e Lega Nord hanno già detto non prenderanno parte "per la loro inutilità". La delegazione di Forza Italia sarà invece guidata da Silvio Berlusconi. Nonostante la richiesta di Forza Italia e M5S affinché Letta andasse in parlamento a spiegare le sue dimissioni, il Quirinale in una nota ha fatto sapere che questo passaggio non è necessario in quanto il presidente del consiglio stesso non lo ritiene tale: "il presidente del Consiglio ritiene che a questo punto un formale passaggio parlamentare non potrebbe offrire elementi tali da indurlo a soprassedere dalle dimissioni, anche perchè egli non sarebbe comunque disponibile a presiedere governi sostenuti da ipotetiche maggioranze diverse".

Enrico Letta dopo un incontro di circa tre quarti d'ora ha lasciato il Quirinale. Non è più presidente del consiglio, con un ultimo saluto su twitter ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato con lui e lo hanno sostenuto. Nel pomeriggio è previsto l'inizio delle consultazioni da parte di Napolitano con le forze politiche. M5S e Lega hanno già annunciato che non vi prenderanno parte.

Il Movimento cinque stelle non prenderà parte alle consultazioni con il capo dello Stato. La decisione è stata presa con una votazione dei parlamentari: 62 no alle consultazioni, 17 sì e 6 astenuti. Anche la Lega giudica inutili le consultazioni: "Questa volta sono d'accordo con Beppe Grillo. Queste consultazioni sono inutili e, se fossi il segretario della Lega, non andrei al Quirinale" ha detto Roberto Maroni. Enrico Letta al momento si trova a colloquio con Napolitano.

Si accelerano i tempi della crisi di governo. Enrico Letta invece di salire al Quirinale alle 16 di oggi come annunciato, vedrà il capo dello Stato alle 13 per presentare le sue dimissioni irrevocabili. In questo modo Napolitano potrà dare il via alle consultazioni immediatamente senza perdere molto tempo. 

Prima di uscire dal suo ufficio, Letta ha dato il suo saluto di addio tramite twitter: "Al #Quirinale a rassegnare le dimissioni al Capo dello Stato.Grazie a tutti quelli che mi hanno aiutato."Ogni giorno come se fosse l'ultimo"

La schiacciante votazione di eri, 136 sì, con cui è stato approvato il documento Renzi durante la direzione nazionale del Pd, ha trovato fino ad adesso una sola vera voce contraria, quella di Pippo Civati. Parlando stamane a Radio Ies, l'esponente del Pd ha parlato di "omicidio preterintenzionale". Civati ha detto che se si dovesse proseguire con questa "violenza" qualcuno potrebbe anche sospettare che si tratti di un metodo di lavoro: "prima Fassina, poi Cuperlo, ora Letta, al quale era stato detto 'stai sereno, tanto poi ti trucidiamo'. Renzi diventa un personaggio noir. In questo modo dopo il 'metodo Boffo' ci sarà il metodo Renzi".

Saranno consultazioni lampo: già alle 17 il capo dello stato infatti dovrebbe avviare gli incontri con i rappresentanti dei partiti (sembra che il gruppo di Forza Italia sarà guidato da Silvio Berlusconi). Alle 16 Enrico Letta salirà invece al Quirinale a presentare le sue dimissioni. A quanto sembra ormai sicuro, Letta non si presenterà in parlamento, quindi nessuna fiducia o sfiducia parlamentare come è normalmente la prassi, come hanno chiesto Forza Italia e Movimento cinque stelle. E' anche vero che con l'eccezione del caso di Prodi nel 2008 che si presentò in parlamento, nella storia della seconda Repubblica  tutte le crisi sono state extra parlamentari

Provvedimenti shock per l'Italia nei prossimi due mesi: ecco il programma del futuro governo Renzi stando a quanto ha detto stamane l'esponente del Pd, di appartenenza renziana, Matteo Richetti: il governo Renzi, ha detto ancora, è l'ultima chance per l'Italia. Cosa questo significherà in termini concreti ancora nessuno lo sa. Intanto Enrico Letta è atteso al Quirinale dove consegnerà le dimissioni dopo poco meno di un anno di governo, definito fallimentare da Renzi. Grande agitazione nel mondo politico: Forza Italia sembra giudicare in modo positivo il cambio ai vertici promettendo adesso una opposizione più costruttiva, mentre il Ncd aspetta rassicurazioni per decidere se fare parte della nuova maggioranza, come ha detto Alfano ieri sera sottolineando di temere un governo troppo spostato a sinistra. Negativo il commento di Vendola che dice che un governo che parte in questo modo non promette nulla di buono. Colpo di stato infine è il commento di Fratelli d'Italia. 

Dopo quasi 300 giorni a Palazzo Chigi, Enrico Letta, destituito dal suo stesso partito, ha annunciato le dimissioni che seguiremo in diretta durante la giornata. Questa la sua nota, arrivata alle 18.14 del 13 Febbraio, che ha rotto il silenzio: “A seguito delle decisioni assunte oggi dalla direzione nazionale del partito democratico, ho informato il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, della mia volontà di recarmi domani al Quirinale per rassegnare le dimissioni da presidente del consiglio dei ministri”. Letta, dopo aver rivestito per circa 10 mesi la carica di premier, ha dovuto cedere di fronte alla decisione del suo stesso partito, che con 136 sì e 16 no ha approvato il documento di “congedo”. Cosa aspettarsi ora? Matteo Renzi si è candidato a succedergli dicendo “rischio tutto”, ma il panorama politico è in fermento. La giornata odierna sarà decisiva per conoscere i futuri sviluppi.

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