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RETROSCENA/ Gotti Tedeschi: Letta-Renzi, una staffetta “nata” in Confindustria

Nel momento in cui Renzi prende il posto di Letta c’è chi pensa a manovre straniere. ETTORE GOTTI TEDESCHI ritiene che invece si tratti di qualcosa di interno al nostro Paese

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Chi si aspettava un cambiamento, per quanto nell’aria, così repentino ai vertici della classe dirigente? Certamente, dopo l’attacco del Corriere della Sera al presidente della Repubblica di lunedì scorso e dopo quello di Repubblica al Governo del giorno successivo, qualcuno ha iniziato davvero a pensarci. Da tempo si parla in Italia di gruppi influenti dell’economia e della finanza che non tollerano più i diktat europei e tedeschi. In questo senso, anche Ettore Gotti Tedeschi - in tempi recenti - parlava di attenzioni sempre più crescenti del mondo economico americano, che con i suoi interessi in Italia cominciava a dare segnali di intolleranza alle povere e poco fruttuose politiche dell’austerity. “Vuoi vedere che Oltreoceano stanno preparandoci un governo nuovo ed una nuova politica economica?”, si chiedeva il noto economista e banchiere. Oggi, però, nel momento in cui va in scena la “staffetta” Letta-Renzi, Gotti Tedeschi è più propenso a vedervi qualcosa di tutto interno alla nostra vita politica e a riconoscere nella sfiducia di Confindustria al Governo il vero momento cruciale di questo affaire.

 

Presidente Gotti Tedeschi, quando ai primi di gennaio lo spread è sceso sotto i 200 punti, lei ha scritto che “qualcuno si sta occupando del nostro Paese”, affermando anche di sentire aria di nuove politiche economiche. Direbbe le stesse cose oggi quando va in scena la “staffetta” Letta-Renzi?

No, oggi direi piuttosto che l’aria nuova può essere un fenomeno più interno che esterno al Paese. Direi che potrebbe trattarsi di forze che conoscono bene la politica italiana, che son radicate nel sistema di potere, che sanno che con le riforme il Paese cambia e si valorizza, e che le prossime nomine da fare sono il vero potere reale in Europa. Ma direi che è più un progetto che nasce in sani ambienti confindustriali che altrove.

 

Chi è questo “qualcuno”, a cui alludeva, che si sta occupando dell’Italia e perché se ne sta occupando?

Sono tanti i paesi che, per tradizione e/o specifiche ragioni, si sono occupati del nostro Paese. Ciò succede dalla fine della seconda guerra mondiale e continua per tutta la Guerra fredda. Si modifica la forza di questa attenzione in previsione della creazione dell’euro. Poi durante il processo di privatizzazioni. Gli interessi comprensibili su un Paese dell’importanza del nostro possono essere tanti, legati a volontà di proteggere, controllare, fare accordi strategici e industriali, acquisire una presenza, fare alleanze, ecc. È difficile dare una spiegazione convincente, perché esistono probabilmente diplomazie non facilmente individuabili e connotabili.

 

Si è parlato in questi giorni di “golpe” degli Usa ai danni di Giorgio Napolitano, e quindi ai danni di un governo evidentemente espressione del presidente della Repubblica. È d’accordo con questa lettura?