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RENZI & GRILLO/ Se "una riforma al mese" è l'altra faccia della democrazia web

Pubblicazione:mercoledì 19 febbraio 2014

Montecitorio (Infophoto) Montecitorio (Infophoto)

Fischia il vento, urla la bufera, scarpe rotte, eppur bisogna andar. Cantavano così i partigiani. Che volevano dire del sacrificio fatto per la causa. Ora siamo in un nuovo clima, la politica è vista male dalla gente, in Sardegna si è astenuto il 48%. Bisogna recuperare, mostrando che si fa sacrificio e che si immette una vera gratuità nel far politica. 

Grillo ha giocato questa carta con grande ridondanza. I suoi eletti rinunciano a parte dei guadagni, si definiscono cittadini anche se sono onorevoli, e cercano di farsi vedere diversi perché parlano male di tutti. Usano la rete, dibattono nel web, la loro democrazia è quella degli 80mila aderenti alla rete.

Poi hanno cominciato anche gli altri, andando al Quirinale con piccole auto di proprietà personale, o imprestate. Letta fra i primi. 

Adesso tocca a Renzi. Incaricato di formare il governo, scatta subito la questione istituzionale sulla protezione del capo del Governo. In questo campo lavorano decine di uomini dell'ordine pubblico. Ma Renzi ha dichiarato che lui non vuole la scorta, che lui è protetto dalla gente. Un vero strappo istituzionale. Probabilmente piacerà alla gente, ma certo non sarà così a lungo, perché basterà una lettera minatoria per far scattare le protezioni obbligatorie.

Mi sembra molto più significativa la sua dichiarazione programmatica: una riforma al mese, prima la riforma del sistema elettorale e del sistema bicamerale. Poi - ha dichiarato - in aprile la riforma del lavoro, in maggio la riforma del fisco, in giugno la riforma della burocrazia. Una cosa da far venire i brividi, un impegno mastodontico, ma certo possibile e molto urgente.

Ci riuscirà?

Resta a Firenze, va in treno, perde molto tempo per la sua "vita da normale", e se la gara scatta vedremo anche ministri in bicicletta. Dunque quel programma chiederà un lavoro per il restante 50% del tempo, tenuto conto del tempo speso per mostrarsi vicini al popolo.

Fra l'altro vorrei ricordare che il taglio dei costi della politica porta in campo tagli che si devono fare a tutti i livelli del lavoro politico, e che possono generare importanti risparmi. 

Ancora  più impegnativo sarà far funzionare le gare nelle opere pubbliche e ottenere che non si sprechino ingenti somme in opere mal fatte o in cantieri fermi per tempi infiniti.

Poi c'è la grave condizione dei nuovi disoccupati e delle famiglie impoverite. È urgente attivare nuovi livelli di sostegno sociale. Il che vuol dire, visto che non si può estendere la spesa pubblica, fare risparmi sulla spesa al fine di spostare risorse sulle riforme annunciate e sul bisogno ulteriore di solidarietà sociale.


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COMMENTI
19/02/2014 - Siamo stanchi di questi inni (Marco Facchinetti)

Buon giorno Sig Brandirali. Parlare di un cosa che non si capisce è già sconveniente se fatto in privato, se poi ci mette una firma e lo si pubblica... Se invece non VUOL capire cos'è la rete e vuol solo dare una manina a mantenere in piedi il carrozzone, di cui evidentemente fa parte, allora la cosa è diversa. Quindi, giusto per ribadire, Grillo e il Movimento non sono giocatori di carte, fanno dei fatti e se lei riuscisse a smentire questo allora forse ne possiamo parlare. A proposito i fatti (quelli principali) sono che non hanno preso finanziamenti da nessuno e non saranno mai politici di professione (di sicuro non a vita come il resto della politica). Di queste persone mi fido per fare delle riforme, gli altri mi fanno solo paura. E la paura fa novanta. Distinti saluti