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SCENARIO/ Berlusconi prova a monetizzare la sconfitta (grazie a Renzi)

Secondo il senatore Ncd PAOLO NACCARATO, Silvio Berlusconi, grazie all'accordo offertogli da Renzi, è riuscito a monetizzare la sconfitta e ora rimarrà in scia al leader dem

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Il patto tra Renzi e Berlusconi ha sollevato molti interrogativi. C’è chi lo ha benedetto come la possibilità, finalmente, di fare quelle riforme che servono all’Italia e chi, invece, ha storto il naso sospettando che i due abbiamo gettato le basi per un’intesa che va ben oltre la legge elettorale, la revisione del bicameralismo perfetto e del titolo V della Costituzione. Cosa hanno in mente? Lo abbiamo chiesto a Paolo Naccarato, senatore del Nuovo Centrodestra, che getta un po’ di luce sui retroscena dell’accordo tra i due leader

Patto Renzi-Berlusconi: sembra andare ben oltre la legge elettorale…

Certo, va molto oltre la riforma della legge elettorale, e non solo perché riguarda un pacchetto unico che vede anche la modifica del titolo V della Costituzione e il superamento del Bicameralismo perfetto. Non dico che sia un male, perché il Paese ha bisogno delle riforme, ma bisogna avere accortezze per evitare, per esempio,  una disproporzionalità che sarebbe solo deleteria (e mi riferisco, in questo caso, alla bozza dell’Italicum). Poi, io riporto cosa si racconta nei Transatlantici…

Cosa si dice? A cosa puntano i due?

Di fondo, hanno una complementare condivisione di obbiettivi. Entrambi, cioè, vogliono far fare un salto in avanti al Paese semplificando il quadro politico e spingendo verso un sistema bipartitico. Ma c’è un problema…

Sarebbe?

Il bipartitismo, prima, deve entrare nella cultura e nella coscienza di una popolazione. Non si determina per legge, non è un passaggio automatico

Lei ha detto che Berlusconi, con questo accordo, ha monetizzato la sua sconfitta. Cosa intende?

Parte di Forza Italia non scommette su una propria vittoria alle prossime elezioni. Lo stesso Berlusconi, realisticamente, si rende conto che sarebbe alquanto improbabile. Ecco, se buona fetta del partito non ha alcuna aspirazione maggioritaria è chiaro che siamo in presenza di un’abilissima iniziativa del Cavaliere che in un solo colpo – e a pieno titolo – diventa padre fondatore della Terza Repubblica e si intesta, inoltre, questo sforzo riformista in cui è stato inconcludente. Il tutto con la possibilità di diventare il leader indiscusso dell’unico grande partito d’opposizione. Quindi dal suo punto di vista monetizzerebbe al massimo una sconfitta.

Ma facedo questo Italicum hanno fatto le regole per tutti o si sono cuciti addosso le regole per far fuori gli altri?

Questo non lo so, ma anche se fosse sarebbe anche normale: è ovvio che chi può dettare le regole cerca di fare leggi elettorali a proprio vantaggio. Lo ha fatto il centro-destra, insieme alla Lega, contro la sinistra con il Porcellum…

Renzi ha rimesso nuovamente Berlusconi al centro della scena politica. Potrebbe avere chiesto qualcosa in cambio…garanzie forse?


COMMENTI
02/02/2014 - Presidenzialismo e max. 40%-25% pressione fiscale (Carlo Cerofolini)

Due provvedimenti veramente efficaci sarebbero quello di riformare la Costituzione in senso Presidenzialista oltre a quello di mettere sempre in Costituzione che la pressione fiscale totale non può mai superare il 40% del reddito con fiscalità massima al 25% sulle imprese. Quasi tutto il resto sono chiacchiere.