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GOVERNO RENZI/ Rino Formica: è il "disegno" di Licio Gelli, con Draghi al Colle

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Rino Formica (Infophoto)  Rino Formica (Infophoto)

C'è un patto tra Renzi e Berlusconi che non va di certo d'accordo con il concetto di democrazia partecipativa in cui l'Italia ha vissuto per tanto tempo, fin dai tempi della Costituente. In questo sia Berlusconi sia Renzi mi sembrano in perfetta sintonia. Non sopportano i corpi intermedi, non hanno un'idea della democrazia partecipativa, e vogliono semplificare senza riguardo, usando, solamente al momento, forze politiche medio-piccole che esistono ancora oggi in Parlamento.

Con quali conseguenze?
Andiamo con ordine. Mercoledì Renzi ha concluso le consultazioni. Quindi formalmente ha relazionato al capo dello Stato sulle trattative in corso per la formazione di una maggioranza di governo identica a quella del governo Letta. Si dovrebbe immaginare quindi che la differenza sarebbe dovuta al carattere, all'esuberanza di Renzi rispetto alla flemma inglese di Enrico Letta.

Invece, secondo lei che cosa è capitato veramente?
In realtà, Renzi ha verificato con Berlusconi la saldezza del patto di "maggioranza occulta" che non si sottoporrà al vaglio costituzionale del voto di fiducia. La formale maggioranza di governo si regge su formazioni politiche "morenti". Essa ha il compito di "sfaccendare", fare i lavori di casa praticamente, cioè avere cura delle faccende domestiche per sostenere un sistema sociale e civile in fermento e senza orizzonti certi. La maggioranza "in sonno" si regge invece sulla "intesa solidissima" (come afferma un berlusconiano colto e molto impegnato) tra Berlusconi e Renzi.

Mi scusi, Formica, ma su che cosa si fonda questo patto?
Questo patto si fonda su tre punti principali, fondamentali e non revocabili. Primo: l'intesa a due per l'elezione del presidente della Repubblica che si prevede in tempo ravvicinato. Secondo: elezioni politiche entro un anno. Terzo: una legge elettorale che garantisca Pd e Forza Italia. Si potrà domandare: come? In che modo? Con l'eliminazione delle rappresentanze parlamentari di partiti medio-piccoli; l'emarginazione di Grillo; una larga intesa parlamentare che abbia come diretto obiettivo la modifica costituzionale della forma dello Stato repubblicano e democratico attuale".

Tutto questo fa quasi pensare a un "colpo di Stato". Non le pare?
Questo vasto programma per Renzi e Berlusconi non è un "golpe", ma è semplicemente la risposta a ciò che chiedono i mercati.

È questo che lei ha definito una settimana fa il piano di Rinascita Nazionale del "toscano" Licio Gelli?
Questo mi sembra la fotocopia del programma di Gelli. Non esistono più maggioranze catto-comuniste, ma catto-massoniche e al momento non sono molto coese tra di loro. Tuttavia, al momento non vedo forze che si possono opporre a questo piano.

I partiti che devono sfaccendare, come lei dice, non hanno alcuna forza?

 



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COMMENTI
21/02/2014 - piano rinascita (Claudio Baleani)

Io il "piano rinascita" l'ho letto. Devo dire che ero d'accordo dalla prima all'ultima parola. Però temo che Formica sia un pò ingeneroso oppure ottimista. Non saprei.

 
21/02/2014 - sempre dalla Lapponia Vin O Sel (selvino beccari)

Sia detto con grande rispetto perché la eco del pensiero di Formica è giunto fino alle nostre latitudini; immarcescibile la definizione che diede della politica: sangue e merda. Ma il peccato originale di tutti gli ex non è mondato nel suo ragionamento. Grande dev'essere il riconoscimento alla funzione che storicamente svolsero i corpi intermedi, espressione della democrazia partecipata, ma come ignorare cosa siano divenuti: strutture burocratiche autoreferenziali capaci esclusivamente di ostacolare ogni e qualsiasi iniziativa. Grande il riconoscimento alla Politica come capace di conseguire il bene comune ma come ignorare che sia divenuta strumento di conservazione di inauditi privilegi. Grande il riconoscimento alle istituzioni del nostro paese che hanno garantito sviluppo e partecipazione ma come negare che allo stato la democrazia rappresentativa sia occupata da cooptati e la democrazia diretta prema alle porte, maldestramente ma prema. Sarà espressione di un pensiero breve, un ragionamento corto, un cinguettio, ma al cospetto di tante giravolte impreviste ed imprevedibili di soloni dell' arte della politica non sfigura mica tanto. E poi, non si contrapponga la Politica al potere economico, perché la commistione c'è sempre stata e perché,in ultima analisi come tutta la cultura marxista ha sempre insegnato(e forse è l' unica cosa che può salvarsi) in " ultima analisi" è l' economia che spiega e determina.Per fortuna non è proprio così perché l' uomo risorge sempre.