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GOVERNO RENZI/ Rino Formica: è il "disegno" di Licio Gelli, con Draghi al Colle

Pubblicazione:venerdì 21 febbraio 2014

Rino Formica (Infophoto) Rino Formica (Infophoto)

È Rino Formica, socialista, svariate volte ministro di rilievo negli anni della prima Repubblica, a sottolineare con lucida preoccupazione quello che sta avvenendo oggi in Italia e gli sviluppi che si potrebbero avere anche con il nuovo Governo di Matteo Renzi.

Preciso, puntuale nell'analisi, Formica viene ancora oggi ascoltato con grande attenzione e rispetto. In una nota inviata una settimana fa a Critica sociale, la rivista di Filippo Turati e di Anna Kuliscioff, Formica si soffermava sulle consultazioni al Quirinale per il nuovo governo e spiegava senza peli sulla lingua: "È stata consumata un'offesa istituzionale che non potrà non avere conseguenze gravissime sul futuro della Repubblica. Un terzo della rappresentanza parlamentare (grillini e Lega) si è rifiutata di salire al colle del Quirinale. Un terzo (Forza Italia) è andata nella residenza del capo dello Stato per consumare una propria "vendetta" per la riabilitazione. Un terzo (il Pd) ha voluto marcare il suo distacco dal presidente della Repubblica mandando in delegazione con i capogruppo un funzionario di partito che sa tanto di commissario, tale Guerini. Il signor Renzi tra un bivacco di fedelissimi e una folla di tifosi della Fiorentina ha iniziato sue personali consultazioni da capo del Governo non ancora incaricato e ha avviato la formazione di una lista in previsione di una straordinaria quanto improbabile lunga vita del governo fino al 2018. Quella giornata ha fornito uno spettacolo degradante di protervia e insolenza e bene ha fatto il capo dello Stato ad anticipare che l'incarico esplorativo che affiderà dovrà essere svolto nel tempo necessario, con cura e precisione programmatica dettagliata per una soluzione solida". Nell'ultima riga di questa breve nota, Formica aggiunge: "Dopo 35 anni vedo realizzarsi il programma di Rinascita Nazionale del 'toscano' Licio Gelli".

Una dichiarazione, una nota, che mette i brividi alla schiena, anche riguardandola una settimana dopo, mentre intanto si consumano trattative politiche che qualche volta sconfinano nella cialtroneria. Che ne pensa senatore Formica?
Qui stiamo girando intorno alle parole, dimenticando che la crisi di governo è in realtà una crisi di sistema, con un'accumulazione di detriti che ci portiamo dietro da vent'anni. E venti anni in un'epoca come la nostra, nella modernità di questi tempi, equivalgono più o meno a due secoli dei tempi passati. La crisi è di sistema e si continuano ad affrontare gli effetti e non le cause di questa crisi.

C'è qualche cosa che l'ha colpita particolarmente?
Io credo che nessuno si sarebbe mai sognato di vedere in Parlamento una schizofrenia tale da portare a due diverse maggioranze. Una che dovrebbe affrontare temi di carattere economico e sociale e un'altra i problemi delle riforme istituzionali. Questa è una distinzione che non era possibile immaginare e che non ha alcun senso e che non si è mai verificata. Come si può non pensare che una riforma delle istituzioni sia un fatto squisitamente politico? Il tutto è impensabile e lasca aperti interrogativi e scenari che non tranquillizzano di certo sul futuro della nostra democrazia.

Che significato ha tutto questo?


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COMMENTI
21/02/2014 - piano rinascita (Claudio Baleani)

Io il "piano rinascita" l'ho letto. Devo dire che ero d'accordo dalla prima all'ultima parola. Però temo che Formica sia un pò ingeneroso oppure ottimista. Non saprei.

 
21/02/2014 - sempre dalla Lapponia Vin O Sel (selvino beccari)

Sia detto con grande rispetto perché la eco del pensiero di Formica è giunto fino alle nostre latitudini; immarcescibile la definizione che diede della politica: sangue e merda. Ma il peccato originale di tutti gli ex non è mondato nel suo ragionamento. Grande dev'essere il riconoscimento alla funzione che storicamente svolsero i corpi intermedi, espressione della democrazia partecipata, ma come ignorare cosa siano divenuti: strutture burocratiche autoreferenziali capaci esclusivamente di ostacolare ogni e qualsiasi iniziativa. Grande il riconoscimento alla Politica come capace di conseguire il bene comune ma come ignorare che sia divenuta strumento di conservazione di inauditi privilegi. Grande il riconoscimento alle istituzioni del nostro paese che hanno garantito sviluppo e partecipazione ma come negare che allo stato la democrazia rappresentativa sia occupata da cooptati e la democrazia diretta prema alle porte, maldestramente ma prema. Sarà espressione di un pensiero breve, un ragionamento corto, un cinguettio, ma al cospetto di tante giravolte impreviste ed imprevedibili di soloni dell' arte della politica non sfigura mica tanto. E poi, non si contrapponga la Politica al potere economico, perché la commistione c'è sempre stata e perché,in ultima analisi come tutta la cultura marxista ha sempre insegnato(e forse è l' unica cosa che può salvarsi) in " ultima analisi" è l' economia che spiega e determina.Per fortuna non è proprio così perché l' uomo risorge sempre.