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IL CASO/ Folli: Renzi-Napolitano? Il premier si è isolato

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Tutto quello fatto prima di lui è stato sbagliato. Se uno imposta le cose in questi termini ha poi l’obbligo – morale e politico – di dimostrare di saper  fare molto meglio e di più dei suoi predecessori.

 

E la “battuta” di Napolitano sulla mano sul fuoco (che non mette) come la commenta? Cosa vuol far intendere?

Napolitano ha voluto far capire che questo non è un governo di cui lui apprezza tutte le scelte. Il capo dello Stato avrebbe voluto altri nomi in alcuni snodi importanti. Ma visto che è un governo politico in cui il premier rivendica la propria forza politica e responsabilità il presidente della Repubblica, alla fine, non può che accettare.

 

Come cambiano i rapporti di forza tra Renzi e Napolitano?

Negli ultimi due-tre anni abbiamo avuto governo in cui Napolitano è stato il baricentro. Adesso le cose sono cambiate: Renzi ha riportato a Palazzo Chigi il baricentro delle scelte. Cambia così la natura pratica della relazione tra capo del governo e Quirinale. Renzi cerca di ricondurre tutto sotto di sé: per riuscire in quest’operazione la capacità realizzativa del suo esecutivo deve essere molto alta e incisiva.

 

Bisogna attenderci nel prossimo futuro le dimissioni di Napolitano?

Questo ora non si può dire. Quel che è certo è che lo scenario è cambiato, quindi è possibile che il futuro ci riservi sorprese in tal senso. Più che parlare di questo, però, sono preoccupato del fatto che si possa venire a creare una dinamica e una dialettica anche ostile da parte del presidente del consiglio, proprio per questa rivendicazione di forza e di autonomia. Le premesse sembrano esserci tutte, soprattutto pensando al prosieguo della legislatura. Mi spiego: questa legislatura è destinata ad avere una vita lunga – come Renzi formalmente garantisce – oppure è un governo che, con la sua immagine, deve piacere all’elettorato preparare dunque le elezioni in tempo brevi?

 

Pier Carlo Padoan è il nuovo ministro dell’Economia. Il fatto che sia stato direttore della fondazione di D’Alema (Italianieuropei) ha un significato?

Ma no, è stato tante altre cose. Padoan è l’uomo giusto perché occorreva un personaggio nuovo e innovativo che rappresentasse una discontinuità con il governo Letta, ma che al tempo stesso fosse un personaggio equilibrato, non un tecnico puro, bensì un tecnico con una sensibilità politica dovuta al fatto di aver, appunto, frequentato ambienti politici. È un esperto e il suo curriculum non è certo limitato alla Fondazione Italianieuropei. E penso che l’Europa sarà sicuramente molto attenta e positiva nel giudizio su questo responsabile dell’Economia.

 

Scelta azzeccata quindi?



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COMMENTI
23/02/2014 - Sempre in Lapponia VinOSel (selvino beccari)

Isolato? Isolato dall'andazzo al quale tutti si erano adagiati? Forse. Ma da qui, così lontano da voi, mi chiedo come non vediate la forza della speranza che il governo Renzi rappresenta nel vostro paese e per chi vi guarda.Non capisco perchè lo si consideri come un governo monocolore, come se ci fosse solo il premier attorniato da suoi fedelissimi quando invece avete in posizioni chiave personalitá politiche che hanno una diversa storia ed un diverso orizzonte. Che la personalitá del premier sia forte è un dato ma questo si tradurrà in un metodo che, spero per voi, potrà giovare a tutti coloro che non si arrenderanno al fato ma vorranno essere artefici del futuro proprio e del vostro paese. Oggi almeno non ho letto di poteri forti, di contrapposizione tra Germania è Stati Uniti, di qualche catastrofe prossima a realizzarsi; il vizio della dietrologia é caratteristico del modo italico di pensare, c'é sempre un qualcosa che spiega e così si perde l' evidenza; é un po' come il vizietto di pensare sempre al meglio con il risultato di perdersi il bene perché il meglio é il peggior nemico del bene. E questo non é un proverbio lappone ma italico. Forse bisogna aprirsi al nuovo, liberandosi dei fardelli ideologici di chi, avendo subito ingiustizie, non riesce più ad avere fiducia in quello che accade. Dovete cogliere che state cercando di entrare nell'era post ideologica, con qualche ritardo, ma maglio che mai. Equesta é l'occasione per riaffermare la centralità dell'uomo su tutt

 
23/02/2014 - Napolitano ha visto il bambino (Ivio Nicola Marongiu)

fiorentino, può quindi tornare a casa. Non ha più senso per lui permanere al Quirinale a spolverare il mobilio. Aspettiamo Padoan, sperando che faccia una nuova patrimoniale, IMU, finalmente equa, in modo da tener conto del carico di famiglia e del reddito familiare per tassare quanto della casa superi il minimo esente pari a 30 mq a persona. Con questi soldi il nuovo ministro garantisca una legge per la disoccupazione di tipo europea, tale da riavviare prima i consumi e conseguentemente la produzione. E' un pò l'idea di Grillo sul reddito di cittadinanza ma legata alla convinzione di uno sviluppo possibile. In attesa, tuttavia, è bene tenere d'occhio Letta, perchè, forse, non tutto è già stato consumato.