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Politica

GOVERNO RENZI/ Perché deve ottenere il voto di fiducia del Parlamento?

In queste ore Matteo Renzi e il suo governo stanno chiedendo la fiducia del parlamento attraverso il voto per poter iniziare la propria attività. Ecco perché come dice la nostra legge

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Avendo già Matteo Renzi e i suoi ministri firmato nelle mani della massima autorità dello Stato, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ci si potrebbe giustamente domandare perché lo stesso Renzi e i suoi ministri debbano adesso andare a raccogliere un voto di fiducia in Parlamento per poter dare inizio alla propria attività. Di fatto, essendo il Parlamento un organo che esercita una funzione di indirizzo politico nei confronti del governo, il governo stesse deve ottenere la sua fiducia per poter avviare i propri lavori. Di fatto, se Renzi non ottenesse la fiducia, anche il conferimento dato dal capo dello Stato non avrebbe più valore. Questo perché il nostro paese è appunto una democrazia parlamentare. Certo, si potrebbe alzare obiezione come peraltro hanno fatto in molti, che Renzi non sia uscito vincente da una elezione, e quindi di fatto non sia un candidato popolare regolarmente eletto dal popolo italiano, dunque il parlamento starebbe svolgendo una azione non del tutto costituzionale. Ma di fatto non è così come dimostra la storia della Repubblica italiana dove i governi formatisi all'interno dei palazzi del potere politico e non tramite elezioni sono sempre stati moltissimi. Ricordiamo poi che il parlamento, se si raccolgono le firme di almeno un decimo dei componenti una delle due camere, più in ogni momento presentare una mozione di sfiducia nei confronti del governo.

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COMMENTI
25/02/2014 - art. 94 cost. (Claudio Baleani)

Perché lo dice l'art. 94 della Costituzione. La risposta alla domanda è solo questa. Ma l'articolo vorrebbe far presagire una ulteriore proposta di modifica alla Costituzione? Sarebbe la terza via: mantenendo il regime parlamentare secondo cui le camere possono sfiduciare il governo, eliminiamo però il voto di fiducia. Si tratta della famosa e enaudiana formula della lepre in salmì fatta col coniglio. Non si possono fare terze scelte: o il presidenzialismo o il parlamentarismo. Oggi siamo arrivati, secondo me, al capolinea del parlamentarismo. Lo testimonia la proposta di abolire il senato e la proposta di cui sopra(se quella che ho letto è tale e non una semplice e crassa ignoranza). Ma che ci vuole a dire: votiamo il presidente della repubblica e la stabilità e intangibilità del governo dando al parlamento il compito suo proprio di fare le leggi? Quale sacro totem infrangeremmo?