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Politica

GOVERNO RENZI/ Polito: un premier senza programma che naviga a vista

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Renzi sa che cosa vuole e lo ha detto: una grande riforma del fisco, della giustizia e della pubblica amministrazione, andando nella direzione di un Paese più moderno, meno oppresso dalla burocrazia e dalle tasse e più attento alla scuola. Il problema di Renzi è come ottenere tutto ciò attraverso dei provvedimenti legislativi. In Italia le leggi rischiano sempre di essere inefficaci, perché si perdono nel mare dei regolamenti attuativi e delle applicazioni. Non è come guidare una monoposto, tale per cui basta muovere un po’ il volante e la macchina cambia direzione. Governare l’Italia assomiglia piuttosto ad avere tra le mani un vecchio camion senza servosterzo.

 

Renzi intende attuare provvedimenti economici, come il taglio del cuneo fiscale, che non sono riusciti a Letta. Con quali soldi lo farà?

Questo è il problema cruciale, anche perché il governo non intende sforare il limite del 3% e il nostro è un Paese enormemente indebitato che deve chiedere ogni mese decine di miliardi ai mercati per tirare avanti. Non è quindi affatto semplice trovare i soldi per la pubblica amministrazione, per tagliare il cuneo fiscale, per finanziare un piano di riassetto delle scuole, per attuare il cosiddetto “sostegno universale alla disoccupazione” che Renzi ha evocato anche oggi. Solo per quest’ultimo provvedimento occorrono tra i 50 e i 70 miliardi, e quindi il problema sarà dove trovarli. Renzi quindi sa perfettamente che cosa vuole ma non sa come fare per ottenerlo.

 

Perché Renzi nel suo discorso non ha toccato il tema dell’Europa?

Perché quello è il punto più delicato. Ieri ha parlato ancora una volta alla gente, con l’obiettivo di infondere fiducia a un Paese in ginocchio. Molto del suo discorso è stato all’insegna della “nuova frontiera” di Kennedy, per ricordare cioè che ce la possiamo fare e che siamo un grande popolo. Parlare dell’Europa invece è impopolare finché se ne parla bene, e pericoloso quando se ne parla male. La vera questione di questo governo è quale tipo di trattativa e di negoziato riuscirà a instaurare con l’Europa, non tanto per sforare il 3%, quanto piuttosto per ridurre il ritmo con cui dobbiamo rientrare dal deficit.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
26/02/2014 - Abbiate fede! (Lindo Caprino)

Mi sembra di sentire tanti atti di fede, del tipo: "se lo dice Renzi è perché si può fare!" A parte che gli atti di fede si fanno verso Qualcun'altro, vi siete mai chiesti per qual motivo questi "enunciati", che abbiamo sentiti fare da tutti i governi precedenti, dovrebbero essere realizzati da Renzi? Forse perché è giovane e simpatico? I problemi che abbiamo di fronte li conosciamo ormai tutti, solo che nessuno purtroppo ha la bacchetta magica (neppure Renzi!).

 
25/02/2014 - Parole Sante (LUIGI BAGALINI)

Sono perfettamente d'accordo con il commento del lettore. Di discorsi "programmatici" fatti da chiarissimi professori Bocconiani , o da specialisti del "istituzionalmente corretto" ne abbiamo sentiti! Di programmi "salva Italia" ne abbiamo subiti!!! E lo sfascio da una parte, e l'incapacità di incidere veramente sulle spese dello stato dall'altra, sono inesorabilmente davanti ai nostri occhi giorno per giorno E anche il fatto che osservatori della stampa (non proprio disinteressati) abbiano forti dubbi su Renzi mi fa sperare che questa sia veramente la volta che - iniziamo - a vedere un pò di luce. Altrimenti non ci resta che emigrare (parlo per me).

 
25/02/2014 - Brutto discorso? (Santino Camonita)

Non so se Renzi riuscirà a realizzare le cose che ha detto nel discorso " programmatico " anzi, a detta di Polito e di molti altri, è stato tutto tranne un programma. Vorrei ricordare però a tutti costoro che in questi numerosi decenni in cui si sono susseguiti governi di destra e di sinistra, che di discorsi programmatici ne abbiamo sentito " a josa", tutti perfettamente istituzionali, e che sulla carta dovevano salvare l'Italia e gli italiani. Bene, tutti quei bei discorsi hanno avuto solo la potenza di sovvertire solamente le leggi della fisica:sono stati soltanto capaci di generare il "nulla" che, per stessa definizione, non si può creare. Secondo G. Ferrara " è stato il peggior discorso dal dopoguerra, anzi di tutti i dopoguerra", per cui mi viene il sospetto che forse questa è veramente la volta buona. Auguri quindi a tutti noi!!