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Politica

LETTERA/ Al di là di giornali e tv, di cosa c'è bisogno in politica oggi?

Per FEDERICO PICHETTO, la politica nasce dall'ascolto e dal raccordo dei bisogni concreti di chi vive e lavora. Ciò che manca è un Io davvero libero e un noi realmente appassionato

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Caro direttore,
la politica riesce sempre a far parlare di sé. Il circolo mediatico inneggia, dileggia o descrive la vita politica del nostro paese con obiettivi ben precisi che mirano a orientare il consenso e l'umore dell'opinione pubblica. Ma al di là dell'incantesimo autoreferenziale dei media, di che cosa c'è bisogno nella politica oggi? Senza la presunzione di chiudere la questione, si possono sottolineare tre elementi di cui il nostro sistema politico pare orfano. Anzitutto la capacità di conservare. Conservare non è una brutta parola, è - anzi - un mestiere difficile: consiste nell'accostarsi alle cose senza pregiudizio e senza sospetto, pronti a riconoscere il bene che c'è e non quello che vorremmo ci fosse. Il conservatore non mira al mantenimento delle strutture esistenti, ma a custodire il bene che vede, sia esso embrionale o ampiamente sviluppato. In questo senso egli si discosta decisamente da ogni rivoluzione dettata dalla rabbia o dal qualunquismo e non è disposto - in nessun caso - a correre dietro all'urlo del più forte.

Il desiderio di chi conserva è quello di non perdere il bene, di non perdere il pezzetto di strada fatta da coloro che ci hanno preceduto. Per questo la seconda cosa di cui oggi la politica ha bisogno è la capacità di giudicare. Non tutto deve essere conservato: molte strutture sono pesi e macigni inutili al nostro tempo, zavorre che devono essere rimosse. Ma non si può rimuovere a caso, occorre un giudizio autentico e non superficiale. Oggi giorno, su questo versante, la politica oscilla tra due miti: il decidere e l'ineluttabile. Vediamo molti politici decidere e spingere alla decisione, ma pochi politici scegliere. Infatti scegliere è molto diverso da decidere. Nella vita non conta fare, saper fare o saper far fare: in quello erano bravi anche Hitler e Stalin. Nella vita conta scegliere, saper scegliere e saper far scegliere. Conta quello che ogni giorno diventiamo attraverso le scelte che intraprendiamo. Il giudizio, infatti, è all'origine di ogni scelta ed educare al giudizio è l'operazione più importante per generare una "buona politica". Per questo niente è ineluttabile, ma tutto deve essere giudicato e scelto.

Da alcuni decenni, in campo economico come in campo etico o sociale, ci stanno raccontando che la via al bene e al progresso sia una sola: quella che proviene dall'estero. Tutto ciò ha dei tratti inquietanti: i mezzi di comunicazione, infatti, ci spingono a ritenere progredito, evoluto o adeguato solo un certo modello di società, di economia o di stato, mentre invece la politica ha il compito di esplorare ed esaminare le infinite possibilità e prospettive che la realtà offre. Proprio per questo il terzo elemento di cui abbiamo drammaticamente bisogno oggi è la capacità di ascoltare, di entrare in contatto autentico con la società e con la vita.


COMMENTI
05/02/2014 - un Io veramente libero (vincenzo ioculano)

Ha ragione Federico Pichetto, quello che manca alla politica è un Io veramente libero e incollato a Cristo.

 
05/02/2014 - Chi (mario schi)

Purtroppo De Gasperi è morto 60 anni fa. Dopo solo .... capponi

 
05/02/2014 - Grande!!!! (claudia mazzola)

Certo che Federico Pichetto è proprio bravo!