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RETROSCENA/ Franchi: Napolitano pronto a dimettersi per evitare elezioni "al buio"

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Giorgio Napolitano (Infophoto)  Giorgio Napolitano (Infophoto)

Il crescendo delle prese di distanza dal governo negli ultimi giorni è stato impressionante. Quello che abbiamo in Italia è un governo che gode di una base parlamentare davvero scarsa, i cui provvedimenti sono tutti appesi a un filo, le cui sorti parlamentari sono oscure a partire dalla riforma elettorale. A me francamente riesce molto difficile immaginare come possa durare e quale sia il rilancio possibile di un governo che ha un così scarso consenso nel Paese, pari soltanto al 35-40%.

 

Quanto conta l’ultimatum di Confindustria, che ha detto a Letta di non presentarsi a mani vuote alla scadenza del 19 febbraio?

Non c’è stato solo l’ultimatum di Confindustria, ma anche tutti i sindacati, a partire dalla Camusso, hanno criticato il governo. Il consenso è basso, le potenze influenti e organizzate nella società stanno tutte assumendo posizioni critiche o polemiche, e le stesse parole dette ieri dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, non sono interpretabili come un applauso entusiasta alla posizione del governo. E’ una posizione quantomeno difficile.

 

Letta si confronterà con Napolitano anche per prepararsi all’incontro con Confindustria del 19 febbraio e alla direzione del Pd del 20 febbraio?

Sì. Letta mira a una messa a punto anche formale dei provvedimenti che intende adottare, in modo da ottenere un rilancio nei confronti dell’opinione pubblica e del Paese. Su questa base vuole quindi prepararsi in vista degli appuntamenti del 19 e 20 febbraio.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
11/02/2014 - La storia (luisella martin)

E' cambiato qualcosa da quando il governo fascista decise di assassinare Matteotti? Credo di si! Ora le decisioni non avvengono più in parlamento e l'avversario politico non si deve più eliminare, basta distruggerne l'immagine. Le elezioni "subito", come sarebbe diritto del popolo di ingenui che siamo diventati (in confronto alla scaltrezza dei nostri governanti), non piacciono a Letta, ad Alfano e a Berlusconi: ecco pronto a dimettersi il nostro Capo dello Stato, l'onorevole senatore, signor Giorgio Napolitano. Per dargli una valida ragione per dimettersi scendono in campo molti e se ne parla su giornali e nei talk-show. E' un grande spettacolo, con la regia dei "poteri forti e sconosciuti", con la regia di nessuno, direbbe Polifemo!