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Politica

RETROSCENA/ Franchi: Napolitano pronto a dimettersi per evitare elezioni "al buio"

Per PAOLO FRANCHI, il crescendo delle prese di distanza dal governo è stato impressionante. L’esecutivo ha una base parlamentare scarsa e i suoi provvedimenti sono appesi a un filo

Giorgio Napolitano (Infophoto)Giorgio Napolitano (Infophoto)

“Il governo Letta ha una maggioranza parlamentare risicata, un consenso nei sondaggi che non è mai stato così basso ed è sotto tiro da parte di Confindustria, sindacati e della stessa Banca d’Italia. Napolitano farà di tutto pur di non consegnare il Paese alle elezioni al buio, tanto che potrebbe giungere a chiedere al Parlamento di scegliere il suo successore”. E’ la lettura di Paolo Franchi, editorialista del Corriere della Sera, dopo che il presidente del Consiglio, Enrico Letta, mentre si trovava a Sochi ha scritto: “La settimana prossima dopo essermi consultato con il capo dello Stato assumerò un’iniziativa per arrivare al nuovo patto sul programma”.

Franchi, che cosa può uscire dall’incontro tra Letta e Napolitano?

E’ un gioco a incastro molto complicato, perché Renzi non ha mai seriamente creduto né tantomeno voluto o auspicato la staffetta, sulla quale lo stesso Napolitano è sempre stato meno che tiepido. Al tempo stesso Renzi, nel commentare le parole di Letta, si è limitato a dire “era ora”, ma ha tenuto a precisare che al solo parlare di rimpasti gli vengono le bolle. Dall’incontro tra Letta e Napolitano non mi aspetto che emergano né una staffetta né un rimpasto.

Qual è quindi la strategia di Napolitano per uscire dall’impasse?

Napolitano ha una sola idea-guida, comprensibile da parte del presidente della Repubblica, che è quella di favorire e garantire la stabilità. Il dato di fatto è che non esistono alternative né in termini di maggioranza né di uomini, dal momento che Renzi non pensa nemmeno di andare a fare il presidente del Consiglio. Fin che potrà, come è previsto dai suoi compiti, Napolitano cercherà di garantire la stabilità e il procedere delle riforme a cominciare dalla legge elettorale e dal superamento del bicameralismo.

Napolitano garantirà la stabilità a ogni costo?

No. Se ne venissero meno le condizioni politiche e materiali, il capo dello Stato sarà costretto a prenderne atto. A questo punto si aprirebbero tutte le possibilità del caso, compresa quella che il presidente della Repubblica, anziché compiere la scelta di portare il Paese a elezioni anticipate al buio, faccia un passo indietro e consegni a questo Parlamento di eleggere il suo successore. Prima di arrivare a una cosa di questo tipo, che rappresenta un’extrema ratio, Napolitano le proverà tutte. Se le cose dovessero precipitare anche questa possibilità va presa in considerazione.

Perché ritiene che Napolitano possa giungere a pensare di dimettersi?


COMMENTI
11/02/2014 - La storia (luisella martin)

E' cambiato qualcosa da quando il governo fascista decise di assassinare Matteotti? Credo di si! Ora le decisioni non avvengono più in parlamento e l'avversario politico non si deve più eliminare, basta distruggerne l'immagine. Le elezioni "subito", come sarebbe diritto del popolo di ingenui che siamo diventati (in confronto alla scaltrezza dei nostri governanti), non piacciono a Letta, ad Alfano e a Berlusconi: ecco pronto a dimettersi il nostro Capo dello Stato, l'onorevole senatore, signor Giorgio Napolitano. Per dargli una valida ragione per dimettersi scendono in campo molti e se ne parla su giornali e nei talk-show. E' un grande spettacolo, con la regia dei "poteri forti e sconosciuti", con la regia di nessuno, direbbe Polifemo!