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AGENDA RENZI/ Boccia (Pd): tutte idee giuste, ma chi le paga?

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Se si aumentano le aliquote sulle rendite finanziarie – cosa che condivido, a differenza di intervenire anche sui titoli di stato – dal 20 al 23% è evidente che queste risorse devono essere messe sul fronte del lavoro. Così facendo è vero che aumenti la tassazione sulle rendite, ma abbassi quella sul lavoro. Però non si racimolerebbe più di 500 milioni...

 

E per quanto riguarda l’obbiettivo dello sblocco totale dei debiti della PA?

Guardi, il governo Letta ha sbloccato 47 miliardi, di cui 20 pagati e 27 ancora congelati, ma disponibili. Uno dei problemi principali di questi mesi non sono certo stati i soldi, che ci sono.

 

Ne è sicuro?

Sì, il problema è stato la capacità degli enti locali di certificare i crediti. In questo preciso istante ci sono, ripeto, 27 miliardi cash liberi: perché non vengono utilizzati?

 

In questa operazione sarà decisiva la cassa dei depositi e prestiti.

Sull’uso della cassa sono totalmente d’accordo, ma fino ad oggi non ci è stato consentito l’utilizzo, in maniera integrale, delle anticipazioni in quanto Bruxelles ce le calcolerebbe come sforamento. Se si riesce a convincere l’Europa io sono il primo ad essere contento.

 

Taglio di 10 miliardi del cuneo fiscale: obbiettivo  concretamente raggiungibile?

È facilissimo ottenere risultati se si sa a chi sottrarre. Tagliare di 10 miliardi l’Irpef e 8-10 l’Irap sono obbiettivi assolutamente condivisi, ma bisogna capire bene a chi li togliamo: se li togliamo agli incentivi alla grande imprese,alla spesa pubblica...

 

Prima ha parlato di bacchetta magica. Renzi promette battaglia contro la galoppante disoccupazione: è una piaga che si trascina da anni e anni. Come si fa a risolverla in tempi “brevi”?

Lo si risolve consentendo alle imprese di creare valore. Io non ho mai visto un Paese che produce valore con tanti disoccupati: se ci sono è perché non si produce. Io il lavoro non l’ho mai visto dare né da un decreto legge, né da un tweet, né da uno slogan né da un bel cartellone pubblicitario. Il lavoro si crea se le aziende producono reddito e per farlo devono avere tanto mercato – quello interno italiano non basta – e soprattutto devono essere agevolate da politiche che abbassino in maniera radicale il costo del lavoro. Questo lo si può e lo si deve fare in maniera molto profonda: basta dirlo con chiarezza

 

Quindi, in sostanza, anche se ci sono come dice molti punti interrogativi sulle modalità, il suo giudizio sull’agenda di Matteo Renzi è positivo?

Il mio parere sugli obbiettivi è positivo e il ministro Padoan è al lavoro. Le finalità sono condivise e condivisibili, ma al momento non ci sono ancora gli strumenti. Quando li vedrò completerò il giudizio.

 

(Fabio Franchini)

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