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Politica

CAOS PD/ Fioroni: D'Alema sbaglia, così saremo lo zerbino della Merkel

Beppe FioroniBeppe Fioroni

L’unico motivo è sostenere la candidatura di Martin Schulz come presidente della Commissione Ue. Stimo Schulz e ritengo legittimo votarlo, però se vincesse finirà per aumentare ulteriormente l’impostazione e il peso della Germania in Europa. Schulz farà il presidente se la Merkel lo designerà, e quindi in questo modo rientrerà dalla finestra quello che avremmo voluto fare uscire dalla porta. Nel 1882 in una commemorazione in ricordo di Garibaldi, quando l’Italia aveva con la Germania gli stessi problemi che ha oggi, Giosuè Carducci si poneva la domanda se noi italiani fossimo amici dei tedeschi o i loro servi. Oggi al posto di Bismark c’è la Merkel, ma il nostro problema con la Germania è esattamente lo stesso.

 

Renzi ha detto: “Comprerò i pop-corn per assistere all’epico scontro” tra lei e D’Alema. Significa che non prende sul serio il problema?

Matteo ha la capacità di fare la battuta per sdrammatizzare lo scontro. Il suo intento non è quello di irridere, quanto di comprendere il problema e nello stesso tempo andare oltre. Un andare oltre che spero significhi costruire qualcosa di diverso dal Pse. Giovedì ho salutato con grande affetto il presidente bulgaro del Pse, ma non sento di avere una particolare affinità nei confronti della tradizione social-comunista bulgara e non è questo il futuro che auspico per l’Europa.

 

Spingerà il suo dissenso fino alla scissione del Pd?

Io sono un combattente e ho chiesto di tenere una direzione del Pd per potere esprimere le mie opinioni. Sto preparando un sondaggio tra gli iscritti e i militanti del Pd, la cui maggioranza non vuole certo un’adesione in tempi rapidi al Pse. Combatterò la mia battaglia fino alla fine per costruire questa nuova famiglia europea. Non mi fascio la testa prima di romperla perché mi costerebbe ammettere la sconfitta, e quando uno se ne va è sempre sconfitto.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
01/03/2014 - Torna a casa! (Luigi PATRINI)

Fioroni, torna al "centro": la tua casa europea non è nel PSE, ma nel PPE. La casa è "con vista sul Colosseo", ma non è poi tanto male. Meglio venir via prima della sconfitta. Saresti in miglior compagnia.

 
01/03/2014 - PD NEL PSE: UN PASSO INDIETRO (Ridolfi Daniele)

L'adesione del PD al PSE non fa altro che certificare ciò che già si sapeva da tempo, cioè che il Centro-Sinistra non esiste più, in quanto è rimasta solo la Sinistra. Renzi e tanti altri "big" del PD (penso alla Bindi, per esempio) vengono dalla tradizione democristiana e popolare (quella che in Europa ha nel Partito Popolare Europeo il proprio punto di riferimento), eppure sembrano voler rinnegare le aspirazioni di quella che fu la Margherita per buttarsi anima e corpo nel Socialismo. Insomma il PD non è la continuazione del Compromesso Storico tra DC e PCI, ma è solo il PCI cambiato di nome. Fioroni non ha ancora capito che il PD non è più (e forse non lo è mai stato...) un partito nel quale i cattolici possono trovare posto? Fioroni si meraviglia del fatto che nel programma del PSE mancano parole come "persona", "famiglia", "sussidiarietà", ecc...? Io non mi meraviglio: un Partito che vede nell'aborto e nell'eutanasia le massime aspirazioni di un essere umano, è evidente che non ha un grande concetto della "dignità della persona". Allo stesso modo un Partito che vuole equiparare le coppie omosessuali alle famiglie fondate sul matrimonio tra un uomo ed una donna, è chiaro che non ha molto chiaro cosa sia famiglia e cosa, invece, non lo sia. Lo stesso sul tema della sussidiarietà: il PSE in tema economico è rimasto fermo ai "piani quinquennali" in vigore in Unione Sovietica, in cui lo Stato decideva anche quante volte al giorno un cittadino aveva diritto al bagno.

 
01/03/2014 - commento (francesco taddei)

entrare nei due grandi partiti europei serve per accedere alle migliori poltrone. a d'alema è andata male col quirinale e adesso punta a bruxelles.