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CAOS ITALICUM/ Berlusconi ha perso, ma non lo sa (ancora)

Pubblicazione:mercoledì 12 marzo 2014 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 12 marzo 2014, 8.20

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Quando Berlusconi guarderà alla realtà dei dati elettorali (quelli veri) potrebbe essere troppo tardi per lui e, se ci riflette prima, la sua convenienza ad approvare l'Italicum scema sempre di più, ogni giorno che passa.

Si obietterà che così non avrebbe rispettato il patto, ma – a parte la possibilità di potere ribaltare l'accusa – agli italiani non è detto che piaccia un Berlusconi remissivo nei confronti di un giovanotto e, poi, si è dimostrato che quando ha fatto saltare il banco ci ha sempre guadagnato. 

Votare con la legge elettorale attuale non agevolerebbe più i piccoli partiti, ormai ridotti al lumicino, ma significherebbe che in ogni caso la posizione di FI è essenziale per una governabilità del Paese, pure se a guidare il governo dovesse restare Renzi, e sarebbe anche irrilevante chi viene proposto come candidato leader, una volta acclarato che Berlusocni, almeno questa volta, non può più scendere in campo.

L'Italicum lo condannerebbe a un'opposizione solitaria e forse non sarebbe sufficiente neppure la figlia Marina a modificare questo scenario. 



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COMMENTI
12/03/2014 - Confidiamo nell'Onnipotente (Luigi PATRINI)

La catastrofe è all'orizzonte: non c'è gente capace di osare. Avremmo bisogno di uomini "liberi e forti", capaci di pensare con la loro testa e di osare, costi quel costi, a provare a dire a voce alta quel che pensano. Ci vorrebbe che chi condivide l'idea dell'utilità di dar vita ad un raggruppamento di moderati (NCD, Popolari di Mauro e UDC)cui possano aggregarsi gruppi non-renziani provenienti dal PD e gruppi anti-padronali usciti da FI, osasse uscire allo scoperto. Il guaio oggi è che tutti temono di perdere qualcosa e non hanno l'audacia di provare il nuovo. Il nuovo non viene da Roma, a meno che chi tenta a Roma di dar vita al nuovo non abbia la fortunata coincidenza di due fatti: 1)che chi in periferia condivide il progetto si muova a sua volta, mettendo insieme uomini di buona volontà che accettano di rischiare e 2) che chi vuole dar vita al nuovo abbia il coraggio di farlo davvero e non pensi che lui ha ragione e gli altri devono aggregarsi a lui. Tutti devono fare un passo indietro se vogliono costituire un soggetto realmente nuovo e non vogliono compiere l'ennesimo atto di trasformismo. Preghiamo almeno, per favore, perchè il Signore non ci punisca per la nostra ignavia e per le nostre omissioni!

 
12/03/2014 - Un chiarimento importante (Paolo Monza)

Non ho capito la questione del premio di maggioranza e della soglia minima citata nell'articolo. Me la può precisare per favore?