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SPY BERLUSCONI/ Belpietro: l’asse con Renzi? Tiene (fino al 10 aprile)

Pubblicazione:sabato 15 marzo 2014

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Berlusconi non si dà per vinto. Il suo braccio destro, Giovanni Toti, ha annunciato provocatoriamente che Silvio Berlusconi sarà capolista di Forza Italia alle elezioni europee di maggio. Un’uscita rafforzata su Twitter, dove il consigliere politico del cavaliere scrive: “Berlusconi in campo alle Europee...quanta paura ragazzi!!”. L’asse stretto con Matteo Renzi in quelle due ore e mezza di colloquio al Nazareno, sede romana del Partito democratico, tiene, ma per quanto? Qual è la strategia di Berlusconi? Lo abbiamo chiesto a Maurizio Belpietro, direttore di Libero.

 

“Berlusconi si candiderà alle europee”. Come commenta l’annuncio-provocazione di Giovanni Toti?

Penso che quest’uscita, con forte valore di testimonianza, voglia ricordare a tutti come Berlusconi ci sia, come non sia certo sparito. Nonostante il 10 aprile possano decidere di metterlo ai domiciliari o di mandarlo ai servizi sociali, è il leader del secondo partito del Paese, nonché capo di una coalizione che potrebbe essere maggioranza. Berlusconi non si rassegna a essere stato cacciato dal Parlamento per via giudiziaria e ribadisce che si deve continuare a fare i conti con lui.

 

Ma non è comunque condannato, per forza di cose, a rimanere un po’ dietro le quinte lontano dalla luce dei riflettori?

Mica tanto. Dal momento in cui è stato messo fuori gioco è diventato l’interlocutore delle riforme e uno dei perni sui quali ruota non solo la legge elettorale, ma anche la riforma costituzionale che dovrebbe portare a una revisione del ruolo del Senato. Non mi sembra dunque che il suo ruolo sia marginale: continua a essere (e vuole essere) un protagonista della vita politica italiana, rappresentante di quell’elettorato moderato che negli ultimi 20 anni ha trovato in Forza Italia (e in mezzo nel Pdl), lo schieramento che interpretasse le proprie aspirazioni e progetti.

 

A proposito del rapporto con Renzi, il guinzaglio – se è giusto parlare di guinzaglio – c’è o non c’è? E quanto è lungo?

Dipende chi tira il guinzaglio e onestamente non l’ho ancora capito. Mi par di capire, in maniera molto realistica e non ideologica, che Renzi si sia reso conto che c’è una forza politica con cui bisogna fare i conti. Motivo per il quale se devi riscrivere le regole del gioco o immaginare dei percorsi, sei costretto a guardare verso quello schieramento. Fare la legge elettorale (e rivedere la Costituzione) soltanto con la maggioranza che compone il governo avrebbe portato solo a ripercorrere errori già fatti in passato dal centrosinistra.

 

Berlusconi al momento, nonostante qualche boccone amaro (si è detto deluso dall’Italicum), sembra abbastanza tranquillo. Fino a quando può durare questo accordo?


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