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SCENARIO/ Folli: l'asse con Renzi non salva Berlusconi dalla fine

L'asse Renzi-Berlusconi tiene, ma è in atto un lento sgetolamento di Forza Italia che sul lungo periodo potrebbe cambiare gli scenari. Elezioni? Da escludere. STEFANO FOLLI

Silvio Berlusconi durante le ultime consultazioni al Quirinale (Infophoto) Silvio Berlusconi durante le ultime consultazioni al Quirinale (Infophoto)

Nel giorno in cui la Corte di Cassazione conferma i due anni di interdizione dai pubblici uffici per  Silvio Berlusconi – come pena accessoria per la condanna definitiva per evasione fiscale relativa processo Mediaset – Stefano Folli, editorialista de Il Sole 24 Ore ed ex direttore del Corriere della Sera, non vede all'orizzonte terremoti che potrebbero far crollare l'asse Renzi-Berlusconi, colpa anche di una Forza Italia indebolita e mancante di una leadership e dell'impossibilità del premier di far saltare il banco, andando alle elezioni. E l'incontro con la Merkel? "Spettacolo politico" che strizza l'occhio alle Europee di maggio.

 

Confermata l'interdizione a Berlusconi. Ci saranno conseguenze sull'asse Forza Italia-Partito democratico?

Siamo in campagna elettorale per le Europee, ma al netto di qualche polemica che sicuramente ci sarà – e questo sarà certamente un argomento che Berlusconi userà o farà usare ai suoi per raccogliere un po' di consenso – non credo che cambi nulla. È un esito scontato e previsto; non ci saranno, al di là di qualche sussulto, conseguenze particolarmente significative: lo stesso Berlusconi lo aveva messo in conto.

 

Se non cambiano i rapporti tra Berlusconi e Renzi, cambiano le prospettive di Forza Italia e del centro-destra?

Forza Italia è, senza dubbio e non da oggi, in una situazione difficile. Berlusconi si avvia, in ogni caso, a una situazione di distacco dalla vita politica attiva; dopo una lunghissima e costante presenza da leader in prima linea si trova a dover scontare la pena inflitta per frode fiscale. Questo determina – ma ripeto, non è cosa nuova – una profonda crisi interna al partito, una crisi di cui si vedono gli echi sui giornali. In più…

 

Prego.

Oltre a non esserci un personaggio a cui fare riferimento, sono palesi le difficoltà di definire e individuare un gruppo di vertice che sia in grado di esercitare una leadership collettiva. Certo, al di là della condanna, Berlusconi potrà continuare ad esercitare un ruolo significativo, seppur dietro le quinte, ma avrebbe bisogno di un gruppo dirigente solido che ultimamente si è ancor più rarefatto rispetto a qualche mese fa: anziché rafforzarsi si è avvitato sulle sue contraddizioni.

 

Quale futuro quindi?

Se l'assetto dirigenziale di Forza Italia continuerà a essere così carente è evidente che nel futuro ci dovremo aspettare, via via, un ulteriore sgretolamento del partito e una maggiore difficoltà di Berlusconi di governare le dinamiche. Più in là (ma non certo adesso) questa cosa avrà effetti anche con Renzi con gli assetti della maggioranza. Lo vedremo più avanti…

 

Tornando dunque all'asse con Renzi, dopo l'idillio degli inizi, negli ultimi giorni sono arrivati attacchi firmati FI al presidente del Consiglio. Sono "sinceri" o è una strategia di facciata funzionale a riconquistare terreno ed elettorato, con l'accordo che rimane ben saldo?