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Politica

RENZI-PENSIERO/ Macaluso: se vuole governare impari da Togliatti

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Renzi è addirittura un'altra "cosa" che ha scalato il Pd. Il Pd era un partito scalabile e lui lo ha scalato. Volete le primarie? Eccovi accontentati. Ma le primarie sono una forma di populismo, non di partecipazione attiva e consapevole. Sia chiaro: è discutibile il modo con cui Renzi ha trattato il presidente uscente Letta, ma è legittimamente presidente del Consiglio per le regole che il Pd si è dato. Detto questo, io spero che Renzi abbia successo, perché dietro di lui non vedo alternative. È l'ultima spiaggia.

È per questo che riesce a portare con sé anche l'opposizione interna del partito?
Certo. Gli altri non hanno progetti alternativi, spendibili e comprensibili. Per questo cercano o hanno già trovato un casella dove stare.

Lei, Macaluso, è un riformista storico. Non è riformista impegnarsi a dare 80 euro in più in busta paga ai dipendenti?
È un riformismo sì, ma nell'assetto dei poteri e della società esistenti. Rispetto alla destra, che non ha la vocazione di capire gli operai e i lavoratori che hanno pagato di più il prezzo della crisi, le dico che Renzi fa bene a dare quella somma. Ciò detto, resta che non ha un progetto, è solo uno che vuole sistemare un po' meglio la baracca di oggi.

Però ha portato il Pd nei Socialisti europei, gli eredi dei vecchi, odiati socialdemocratici. Nessuno ha battuto ciglio. Non è una svolta?
Ritengo che sia una decisione giustissima e sacrosanta, perché in Europa ci sono solo due blocchi, quello di centrodestra, in cui si trova Berlusconi, e quello di centrosinistra dove c'è il socialismo europeo. O stai da una parte o stai dall'altra, stare fuori significa non contare nulla. Poi, si tratterà di vedere se Renzi sta nel Pes solo per avere una casella o per fare una battaglia politico-culturale, per costruire un'Europa dei lavoratori e non solo un'Europa delle banche.

Proprio le banche e i grandi capitali sono sospettati di avere favorito l'ascesa di Matteo Renzi.
Lo so benissimo. Il suo è un interclassismo nuovo, maccheronico, casereccio. Nulla a che vedere con l'interclassismo di De Gasperi, che trattava con la Confindustria o con la Cgil di Di Vittorio forte dell'autonomia di chi aveva al suo interno le Acli e la Cisl. Quello di Renzi è l'interclassismo di chi ha l'amico finanziere, l'amico industriale, l'amico sindacalista, l'amico di sinistra, l'amico di destra, il plauso di Briatore.

È l'interclassismo della nuova sinistra.


COMMENTI
21/03/2014 - commento (francesco taddei)

togliatti ha mandato a morte spagnoli fedeli al re e alpini italiani. bel maestro. ancora andiamo dai vecchi comunisti a fare la riverenza?