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RENZI-PENSIERO/ Macaluso: se vuole governare impari da Togliatti

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Sì e non mi stupisco. Sono i tempi in cui la battaglia politica si è separata da tempo dalla battaglia culturale.

A proposito di battaglia culturale. Lei e il suo amico Giorgio Napolitano avete vinto o avete perso?
Abbiamo perso, perché non c'è un partito che ha come asse politico le idee per le quali Napolitano, Lama, Bufalini, Chiaromonte e io ci siamo battuti. Da questo punto di vista siamo stati sconfitti. Ma per il modo in cui Napolitano è stato il presidente di tutti gli italiani e ha fatto il garante della Costituzione, la nostra è senz'altro una vittoria.

La legge elettorale è molto controversa. Napolitano non ha lasciato trapelare nulla. Che cosa farà?
Lo sa solo Napolitano e mi rifiuto di fare il suo interprete.

Però le preferenze potevano metterle… o no?
E lo chiede a me? Io ritengo che non le preferenze ma la preferenza, unica, sarebbe stata la rivoluzione vera. Finalmente i partiti si sarebbero liberati dei loro tutori. Sparare contro le preferenze come se ancora fossimo negli anni 70 è pura stupidità. Al contrario, sarebbe la medicina più forte per un sistema che ha bisogno di respiro e autonomia.

Peccato che il patto Renzi-Berlusconi sembri escluderle in modo categorico.
Ma quel patto è stato fatto essenzialmente per questo; si può toccare tutto, tranne la preferenza.

Lei oggi difenderebbe ancora integralmente la Costituzione del '48, frutto del lavoro di Palmiro Togliatti?
Sì, anche se so bene che c'è un problema. La Costituzione ha improntato di sé un intero sistema parlamentare, però presuppone l'esistenza dei partiti. Senza partiti quel sistema è zoppo e tutti i problemi che abbiamo derivano da questo. Ora i partiti non ci sono più: quelli che vediamo sono solo aggregati politico-elettorali.

Nemmeno cambierebbe il Senato?
Il bicameralismo perfetto si può cambiare, ma non come vogliono fare adesso. Se oggi con l'articolo 138 intendo abolire il Senato, perché domani, grazie ai nominati che ho fatto eleggere, non potrei abolire la Camera? Il fatto è che siamo di fronte a problemi molto seri affrontati con incredibile superficialità.

Non è stato il Pci di Togliatti a non voler regolare lo statuto dei partiti?
È vero, ma allora non si pensava di dare ai partiti un controllo esterno. Oggi sarei favorevole a una certa regolamentazione. Nel momento in cui hanno avuto il finanziamento, occorre verificare come vengono usati i soldi. Quello che è avvenuto in questi anni è avvilente… si è arrivati al punto che si dà una somma ad ogni parlamentare! Ma nella Costituzione tutto questo non c'era. È stata la seconda Repubblica, non la prima, a introdurre questa vergogna...

(Federico Ferraù)

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COMMENTI
21/03/2014 - commento (francesco taddei)

togliatti ha mandato a morte spagnoli fedeli al re e alpini italiani. bel maestro. ancora andiamo dai vecchi comunisti a fare la riverenza?