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BEPPE GRILLO E I GIORNALI/ Un dietrofront che sa di sconfitta

Pubblicazione:sabato 22 marzo 2014

Beppe Grillo Beppe Grillo

Una lunga intervista su Repubblica e un colloquio registrato con Enrico Mentana. Beppe Grillo sceglie a sorpresa un grande quotidiano e uno dei volti noti della tv per lanciare la sua campagna per le elezioni europee. In qualche modo un atto di rottura rispetto alla strategia comunicativa usata finora dal Movimento 5 Stelle, che è ricorso soprattutto al blog di Grillo per tenere aperto il canale con i suoi elettori, rifiutandosi di apparire in talk show e interviste in diretta. Per Mario Morcellini, preside di Scienze della Comunicazione all’Università La Sapienza di Roma, “l’incapacità di Grillo a confrontarsi con gli altri partiti ha avuto come conseguenza una perdita di vocalità da parte del Movimento 5 Stelle”.

 

Come valuta il cambio di strategia comunicativa da parte di Grillo?

Più che un cambio di strategia mi sembra la dichiarazione implicita di una sconfitta sul piano della comunicazione e delle precedenti strategie di attacco ai media tradizionali. Implicitamente Grillo ammette che è difficile arrivare all’opinione pubblica colta senza passare attraverso i grandi quotidiani come Repubblica o personaggi chiave come Mentana. Grillo rivela così di trovarsi politicamente in difficoltà.

 

Quali saranno le conseguenze nel medio-lungo periodo?

Che questo si trasformi in un cambio di strategia è presto per dirlo, perché siamo abituati a un Grillo che non è molto lineare nelle scelte politiche e comunicative. E’ molto probabile che ci sia un cambio di strategia, ma è possibile anche il contrario e cioè che il leader del M5S ritorni a un regime autarchico, cioè a una comunicazione affidata essenzialmente alla rete.

 

Roberto Fico presidente della Commissione di Vigilanza Rai per il M5S ha chiesto la par condicio in vista delle elezioni Ue. I grillini vogliono invadere le tv?

Che la Commissione di Vigilanza Rai all’approssimarsi della campagna elettorale raccomandi equilibrio nella narrazione politica ed elettorale è uno degli elementi più rituali del nostro sistema politico. Quanto poi siano efficaci questi richiami è un’altra questione. Più che invadere i media, il movimento di Grillo e forse anche il presidente della Commissione si preparano a dire fin da ora che il M5S è sottorappresentato nel campo della comunicazione.

 

Lei ritiene che sia davvero sottorappresentato?


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