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RENZI & RIFORME/ Zanon: diamo un taglio alla propaganda "fascista"

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Un po' è anche questo, ma c'è soprattutto una altro grosso problema. Non abbiamo fatto il Senato delle autonomie territoriali quando andava fatto, e cioè nel 2001, quando il centrosinistra fece la riforma del Titolo V. Non farlo fu una scelta davvero sciagurata. C'era allora una impostazione tendenzialmente federalista che andava assecondata e perfezionata con la creazione di una Camera vera delle regioni e delle autonomie. Il paradosso è che oggi vogliamo fortemente incidere sul Titolo V con un movimento opposto, ricentralizzando. E si chiama Assemblea delle autonomie…

Sta dicendo che siamo alla vigilia di un nuovo centralismo?
In parte è un fatto che le autonomie regionali e comunali non godono di grande popolarità e alcune, non tutte, non hanno dato buona prova di sé. Poi la forte crisi economica e finanziaria nella quale ci siamo trovati ha reso evidente che la proliferazione dei centri di spesa, nella sua sostanziale ingovernabilità dal centro, non è un elemento che aiuta.

Ma lei come la pensa?
Non sono centralista di principio, ma osservo che questa è la tendenza. Il fatto è che non abbiamo mai sperimentato un federalismo funzionante come in altri Paesi, perché abbiamo sempre fatto le cose in modo pasticciato e irrazionale.

Non crede che ci sia anche un bel problema politico?
Certamente. La difficoltà enorme è far accettare al Senato attuale una riforma che lo cancella.

Infatti l'esito non è scontato.
Credo che stiamo giocando le nostre ultime carte. Dopo 40 anni di dibattiti in tutte le sedi possibili immaginabili, è necessario procedere e almeno cambiare il bicamerailmo perfetto, che aveva una sua ratio in passato ma oggi non ce l'ha più. L'importante è non andare avanti con la politica degli annunci, ma ragionare sulle cose fancedole possibilmente come si deve.

E della legge elettorale cosa pensa?
Direi che in un momento come questo, in cui la classe politica ha bisogno di una forte legittimazione e di una forte autorevolezza, bisognerebbe stare molto attenti a privare gli elettori della facoltà di decidere qualcosa per davvero.

È un errore, insomma, fare a meno delle preferenze.
Piano. Le preferenze hanno tanti difetti e soprattutto, in questo momento, enfatizzerebbero le divisioni interne ai partiti. Però, proprio per le ragioni che le ho detto, dare un minimo di scelta ai cittadini sarebbe un gesto molto apprezzato. Sono i cittadini che lo chiedono, un po' per reazione contro il porcellum, un po' perché hanno giustamente il diritto di scegliersi i rappresentanti. Riprodurre logiche che escludono o allontanino il rapporto con gli elettori potrebbe essere pericoloso.

Ma non ci sono le primarie?
Sono d'accordo con quanto ha detto Luciano Violante: c'è grande enfasi sulle primarie, ma se invece di investire grandi energie politiche nelle primarie si consentisse la preferenza, risolveremmo probabilmente molti problemi.

Bene dunque almeno una preferenza.


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COMMENTI
22/03/2014 - Troppe approssimazioni! (Luigi PATRINI)

"Riformismo ragionato"? Altro che "ragionato"! I nostri Parlamentari ed i loro leader danno continuamente l'impressione (magari fosse solo un' "impressione"!) di imbastire progetti riformisti molto approssimativi: si dice tutto ed il contrario di tutto, su legge elettorale e riforme della Costituzione (in primis del Senato e del Titolo V). La sensazione netta è che si tiri a campare e a fare fumo per "tirare a campare", grillini compresi. Ma perché? Aspettano forse un termine (metà legislatura?) per ottenere diritti tipo pensione o vitalizzi vari? Ci sarebbe bisogno di un progetto davvero "ragionato". Forse basterebbe che fosse almeno "sensato". Invece no, l'impressione è proprio che stiano giocando: twittano, buttano lì proposte, tirano sassi nello stagno... Intanto il Paese affonda, il Popolo è sempre più disaffezionato, le masse di tifosi si radicalizzano sempre più! E Benedetto XVI che aveva invitato i politici a "farsi amare"!!! E Ambrogio che parlava della Politica come dell'arte (nobile!) di costruire l'amicizia nella polis!... E Paolo VI che ne parlava come di una forma esigente della Carità cristiana.... Preghiamo amici! Dio ci salvi dal male che noi stessi siamo così bravi a farci!