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SPILLO/ 1. Se l'Ex-Cav inventa un grillismo anti-magistrati

La cronaca politica-giudiziaria milanocentrica sembra portare novità ogni giorno che passa, spiega GIANNI CREDIT. E Berlusconi sembra pronto ad approfittarne

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Come nella primissima fase della prima Mani Pulite, la cronaca politica-giudiziaria milanocentrica sembra ogni giorno provvisoria, gravida di novità più sostanziose e inattese l’indomani, anche a costo di smentire ciò che appariva pacifico dodici o ventiquattro ore prima. Appena due settimane fa la sentenza d’appello ammazza-Robledo sui derivati del Comune di Milano viene trattata dai media come cosa da addetti ai lavori. Sui giornali di ieri le foto del procuratore aggiunto di Milano e del suo capo, Edmondo Bruti Liberati - fianco a fianco in conferenza stampa - campeggiano invece nelle pagine di primo piano dei grandi organi d’informazione. Eppure sono passati solo due giorni da quando Repubblica ha scritto che Robledo è “isolato” al quarto piano del palazzo di giustizia milanese e lo ha accostato ai “corvi” della Procura di Palermo.

L’articolo commenta la notizia del clamoroso esposto presentato al Csm - il 12 marzo - dall’aggiunto meneghino contro il suo capo. A caldo gli osservatori si concentrano sul merito della vicenda: l’assegnazione del fascicolo sull’asta Sea, i presunti contrasti fra Robledo e l’altro “aggiunto” milanese Francesco Greco; il ruolo di vip della finanza vicini al Pd come Vito Gamberale (candidato in questi giorni alla presidenza Telecom) e Alessandro Profumo, oggi al vertice di Mps, che - sempre in questi giorni - è diventato scalabile in Borsa.

Trascorrono un paio di notti e i fari mediatici si spostano sui conflitti tra Robledo e un altro illustre “aggiunto” milanese, Ilda Boccassini, che ha appena tirato fuori dal cilindro una “brillante operazione” contro la presunta “banca della ‘ndrangheta” in Lombardia. Il momento di attrito fra Robledo e Boccassini - ufficialmente “segreto” - è rivelato prestissimo nella forma più eclatante: una raffica di arresti “a orologeria” sul crinale “corruzione da appalti”, in un territorio politicamente simbolico del centrodestra come la Regione Lombardia. “Brillante operazione” assegnata pubblicamente a Robledo, con i complimenti ostentati di Bruti Liberati.

Il Sole 24 Ore quella mattina in edicola, comunque, chiosa severamente: “Certe carte non avrebbero mai dovuto uscire dal Palazzo di giustizia di Milano”. Il riferimento è a ciò che Robledo ha allegato all’esposto al Csm, che non a caso decide inizialmente di secretare i procedimenti aperti presso le commissioni interne a Palazzo dei Marescialli. Ma - sempre in tempo reale - è lo stesso Csm a incanalare presso le principali agenzie di stampa una “velina” tanto dettagliata quanto inusuale: preoccupata anzitutto di informare che la Boccassini non avrebbe concorso al posto di capo della Procura di Firenze, per un vizio procedurale nella sua candidatura. (A proposito: in questi giorni gli inquirenti fiorentini hanno aperto un fascicolo sul caso dell’appartamento dato in uso al premier Matteo Renzi - al momento sprovvisto di immunità parlamentare - dall’amico-collaboratore Marco Carrai).