BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

IL CASO/ Il giurista: il senato di Renzi è inutile e l'Italicum incostituzionale

L'aula del Senato (Infophoto)L'aula del Senato (Infophoto)

Sì, in quanto i Comuni non hanno potestà legislativa. Il Senato federale ha un senso nella misura in cui è un elemento di equilibrio nei processi legislativi. L’unico organo che ha potestà legislativa oltre al Parlamento nazionale sono i Consigli regionali. La vera logica di un Senato federale sarebbe quella di coinvolgere le Regioni tutte le volte che interviene la legge statale al posto di quella regionale.

 

Insomma così com’è il ddl non va?

Il ddl di riforma costituzionale presentato da Renzi finisce di fatto per creare un Senato inutile. Tra l’altro non sono d’accordo con il presidente del Consiglio sul fatto che il bicameralismo rappresenti di per sé un doppione privo di senso. Il sistema politico americano si basa su due Camere elette dal popolo con compiti paritari. Solo una persona incompetente può quindi scagliarsi contro il bicameralismo perfetto.

 

Che cosa ne pensa invece dell’Italicum?

L’Italicum è persino peggiore del Porcellum, anzi è il Porcellum numero 2. In vista dell’assegnazione del premio di maggioranza si prevede una soglia del 37% che non ha però nessun valore, in quanto se nessuno la raggiunge si va al ballottaggio. Il premio di maggioranza sarà assegnato con ogni probabilità a forze al di sotto del 37%. Non c’è dunque una soglia al di sotto della quale non scatta il premio, e non è rispettato quanto richiesto nella sentenza della Corte costituzionale.

 

Quali sono le conseguenze?

L’Italicum è una presa in giro perché riproduce gli stessi difetti del Porcellum, compresa la mancanza della preferenza. Il fatto che le liste siano corte non cambia la sostanza, in quanto i parlamentari continueranno a essere dei nominati. Senza voto di preferenza il cittadino non sceglie i deputati, ma la decisione spetta esclusivamente alla segreteria.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
23/03/2014 - Fino a quando resisteremo? (Luigi PATRINI)

Come scrivevo ieri commentando l'articolo intervista di Ferraù a Zanon («Zanon: diamo un taglio alla propaganda "fascista"», sabato 22 marzo), l’impressione è quella di un pressapochismo spaventoso, da parte di troppi “attori” di questo dramma politico del nostro Paese. Questo articolo ne è l’ulteriore conferma: l’Italicum non risolve nulla! La legge elettorale è il nodo vitale di ogni riforma che si voglia fare e nessuno - neanche Renzi, nonostante la “simpatia” che questo giovanotto può suscitare! - sembra capace di affrontare la questione vera: far diventare la Politica inclusiva, come deve essere, abolendo la soglia per avere un premio di maggioranza (mettiamo la soglia per lasciare fuori le forze piccole, come la legge tedesca!) e restituendo ai cittadini elettori il diritto a scegliere le persone (almeno due, maschi o femmine che siano) da cui meglio si sentano rappresentati. Fino a quando durerà la saggezza della maggioranza (quella “reale e “vera” degli Italiani, che non è ancora grillina!!!), la gravità della situazione non esploderà, ma prima o poi la disperazione avrà il sopravvento e allora sarà davvero difficile risollevare questo nostro bel Paese ed impedirgli di cadere nel baratro. Grazie a troppi politici, che vedono solo il loro ombelico, e del bene comune non sanno neppure capire il significato! Usque tandem...

 
23/03/2014 - commento (francesco taddei)

i conflitti tra governo centrale e regioni si risolvono avendo un'idea di cosa è locale e cosa nazionale. ma se non si ha un'idea di nazione (e in italia ciò non esiste, visto che pure la lingua italiana sta morendo, ammazzata dagli italiani, con in più i soloni dell'europa che deve imporci tutto) allora sarà difficile che questo paese regga. già ci sono regioni che invocano la secessione.