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SCENARIO/ Le nuove "alleanze" che possono aiutare Renzi

Pubblicazione:domenica 23 marzo 2014

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Per decenni in Italia categorie protette hanno usato il loro potere per estendere i loro benefici. I sindacati hanno protetto chi già aveva un lavoro o la pensione; i funzionari hanno aumentato le regole, i controlli e le sanzioni senza preoccuparsi degli oneri scaricati su quanti devono rispettarli; i giudici hanno dilatato i loro poteri di intervento a tutte le aree del vivere civile e un semplice avviso di garanzia, anziché essere una forma di tutela per l’indagato, è diventato una condanna preventiva; le autorità di controllo si sono moltiplicate e chiunque debba fare una nuova opera o una semplice ristrutturazione deve ottenere autorizzazioni preventive da decine di Enti, senza alcuna garanzia dei tempi.

Vi è poi una intollerabile asimmetria. Quando si toccano le pensioni dei privati si modificano istantaneamente, mentre quelle dei giudici sono diritti acquisiti che è incostituzionale cercare di ritoccare. Chi deve pagare l’Iva la deve pagare anche sui crediti non riscossi e non può neppure compensare questo onere con crediti maturati nei confronti dell’erario. In questo modo siamo diventati un Paese inefficiente, con una grande massa di persone emarginate e ampiamente sottoutilizzate rispetto al loro potenziale.

La sfida di Renzi è sintetizzabile in un’inversione di alleanze: dar voce a chi è stato emarginato per decenni a scapito di chi per anni ha goduto di rendite eccessive. Questa inversione implica una serie di corollari.

1) Forte resistenza da parte di quanti hanno goduto fino a oggi di questi privilegi. Non è pensabile che non attuino tutte le forme di resistenza, sia palesi che occulte, per cercare di arrestare o quanto meno ridurre un’evoluzione che li danneggerebbe pesantemente.

2) Esigenza di ottenere un forte appoggio da parte dei nuovi beneficiari. Solo avendo l’appoggio di forze fino a oggi emarginate Renzi potrà sperare di ribaltare la situazione. Per questo ha bisogno di ottenere risultati immediati e visibili, quali ad esempio i 1.000 euro in busta paga o l’eliminazione di inutili complicazioni per dimostrare a tutti che il cambiamento è possibile.

3) La maggioranza della popolazione è attendista. Accanto ad alcuni fortemente ostili esiste un’altra minoranza di entusiasti che hanno sposato la causa, ma la maggioranza è scettico-speranzosa. Vorrebbe il cambiamento, perché siamo arrivati a un livello di tale insoddisfazione che un profondo rinnovamento è ritenuto da tutti indispensabile, ma teme di essere fregata un’altra volta e che, dopo tante parole, non si passi ai fatti.


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