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Politica

SPY POLITICA/ Berlusconi, la "strategia della tensione" e il partito-famiglia

Silvio Berlusconi (Infophoto)Silvio Berlusconi (Infophoto)

Per il leader di Forza Italia la scelta è tutt'altro che facile, e probabilmente dovrà discuterne in una sorta di riunione di famiglia con tutti i figli, così da evitare spaccature, visto che in alcune dichiarazioni del secondogenito Piersilvio in molti hanno visto un altolà alle velleità della sorellastra in nome di una gavetta mai fatta. Non è singolare che il destino di Forza Italia probabilmente si finirà per definire soprattutto intorno al tavolo da pranzo di Arcore: l'identificazione fra il partito e il suo leader forse non è mai stata tanto accentuata come in questo momento. Più un partito-famiglia (allargata), che un partito-azienda.

Se ci fosse un ripensamento dell'ultima ora sulla possibilità di almeno un figlio candidato, il quadro interno a Forza Italia finirebbe per chiarirsi rapidamente, e sarebbero in pochissimi che avrebbero il coraggio di mettere in discussione l'indicazione venuta dal leader. Anche gli esponenti più navigati non potrebbero che prenderne atto e fare buon viso a cattivo gioco.

Non si può scartare però l'ipotesi che la smentita su un altro Berlusconi in lista sia fondata. In questo caso ci sarebbe davvero poco tempo per agire, per costruire una guida credibile. Candidato numero uno l'ex direttore di Studio Aperto, Giovanni Toti. Con tutti i suoi interlocutori politici, il leader di Forza Italia ne tesse le lodi: "Capisce la politica come pochi", ha detto giorni fa a un ospite di un partito diverso dal suo. E la fidanzata Francesca su Repubblica l'ha definito un vero moderato.

Il punto debole di Toti è di non essere stato ancora digerito dalla componente storica del partito, che lo vive come un intruso. Fra le fila azzurre le acque sono ogni giorno più agitate, ma forse è proprio quello che Berlusconi vuole: lasciare che la tensione salga alle stelle per dare maggiore autorevolezza al suo intervento in extremis. Un giudizio inappellabile, dal quale dipenderà la possibilità che Forza Italia non si sfaldi.

È dalla sentenza della Cassazione del 1° agosto dello scorso anno che Berlusconi rimanda ogni scelta sul futuro proprio e del partito. Sinora ha nutrito la speranza di riuscire a evitare di essere espulso dalla vita politica. Adesso il tempo è scaduto, resta solo un tenue lumicino di speranza, che arrivino buon notizie dall'Europa, anche se nessuno sa pronosticare in quali tempi. In attesa delle corti europee, Berlusconi deve prendere una decisione. Ogni ulteriore ritardo rischia di costituire un danno irreparabile per Forza Italia. 

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