BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SPY POLITICA/ Berlusconi, la "strategia della tensione" e il partito-famiglia

Senza Silvio il partito vacilla. Lo ha detto Francesca Pascale e ha ragione. Berlusconi deve decidere: il 10 si decide l'agibilità politica, il 15 è il termine per le liste. ANSELMO DEL DUCA

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

L'analisi più sincera si deve a Francesca Pascale: senza Silvio il partito vacilla. Benvenuti in un girone dantesco chiamato Forza Italia, un partito con un leader azzoppato, anche se ancora forte nei sondaggi, e che tra meno di venti giorni potrebbe trovarsi a dovere fare a meno del capo, se il tribunale di sorveglianza di Milano dovesse stabilire che Berlusconi dovrà scontare la sua pena agli arresti domiciliari.

Tutti smentiscono i contrasti, ma i contrasti ci sono eccome. Non siamo ancora al "si salvi chi può", ma di sicuro è guerra di tutti contro tutti. Verdini contro Toti, dirigenti storici contro cerchio magico (accusato di voler fare piazza pulita delle facce note), sostenitori contro detrattori dell'ipotesi della successione dinastica, cioè della candidatura di almeno uno dei figli per salvaguardare il brand ovvero il cognome acchiappavoti, Berlusconi.

Parlando alla convention romana dei club "Forza Silvio" Berlusconi ha cercato di troncare le polemiche giurando che nessuno dei sui figli sarà in lista il 25 maggio. Per quanto convinta, la smentita è parsa più tattica che reale. Anche i malumori di Verdini, fondamentale uomo macchina del partito azzurro, sono stati smentiti, ma le voci continuano a circolare con insistenza. 

Per decidere il tempo non è ancora scaduto, ma siamo agli sgoccioli. Le due date chiave per il futuro di Forza Italia sono il 10 e il 15 aprile. Nella prima data si deciderà quanta agibilità politica potrà avere l'ormai ex Cavaliere. Nella seconda si dovranno presentare le liste per le europee. Si tratta di due scadenze troppo ravvicinate perché si possa attendere la prima per decidere come regolarsi per la seconda. 

Berlusconi dovrà decidere in fretta, se non vuol rischiare di compromettere l'esistenza stessa della sua creatura politica. Certo, c'è più di uno sospetto che delle beghe interne dei colonnelli azzurri non ne possa davvero più. Nell'arco di un discorso di oltre un'ora ai club non ha mai usato la parola "partito", quasi a indicare un'insofferenza tanto grande quanto le speranze riposte nelle nuove forme di aggregazione dal basso (club, Esercito di Silvio e simili).

Berlusconi è a un bivio. Sinora ha accuratamente evitato di indicare un erede politico, e l'unica volta che ci è andato vicino, con Alfano, le cose sono andate malissimo. Da qui l'ipotesi di rimanere nell'ambito familiare, con tre possibili opzioni sul tappeto, Marina e Piersilvio, che si schermiscono, e Barbara, che secondo alcuni sarebbe disponibile, ma che il padre non giudicherebbe ancora pronta per il grande salto. Grande sponsor di Marina è Francesca Pascale, compagna di Berlusconi, e con lei tutta la cerchia dei fedelissimi (e delle fedelissime).