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Politica

RENZI-UE/ Franchi: il "complotto" della Germania è finito con Monti

Angela Merkel (Infophoto)Angela Merkel (Infophoto)

Difficile evincerlo con certezza. La Bce di Draghi ha ricordato che la politica di sostanziale protezione che ha potuto attuare nei confronti dell’Italia già nel periodo del governo Monti può proseguire solo a determinate condizioni. Per quanto riguarda la Nato, sull’unica decisione rilevante che è la questione di Ucraina e Crimea, Renzi si è di fatto allineato spontaneamente senza che nessuno dovesse tirarlo per i capelli.

 

E per quanto riguarda la politica interna italiana, come si collocano Stati Uniti e Germania?

Non vedo francamente perché dovremmo partire dall’idea che ci siano dei piani strategici di condizionamento e interrogarci su quali siano i suoi obiettivi. Io di questi piani per condizionare pesantemente la politica italiana so poco, mi sembra che siamo in una situazione in cui né Germania né Stati Uniti siano in grado di condizionare troppo il nostro Paese. Noi prendiamo come un assioma che ci sia un piano di condizionamento, e ci chiediamo in che cosa si concretizzi. Francamente però non so se ci sia questo piano e non ne vedo le tracce. Anche perché gli Stati Uniti sono una cosa, la Nato un’altra, la Germania e la Bce altre ancora. Ai tempi dell’investitura di Monti si era ipotizzato un asse tedesco dietro l’Ue.

 

Qualcosa di simile è ipotizzabile anche con Renzi?

A parte la vera o presunta simpatia personale del Cancelliere Merkel per Matteo Renzi, è indubbio che ai tempi di Monti ci sia stato un ruolo determinante della Germania. E prima ancora questo intervento della Germania nelle vicende italiane si era concretizzato in un piano per “eliminare” Berlusconi.

 

La Germania, la Nato e gli Stati Uniti avrebbero preferito che Letta rimanesse al governo o che al suo posto subentrasse Renzi?

Probabilmente la Germania avrebbe preferito che Letta mantenesse il suo incarico. Non vedo però un pesante piano internazionale di soggetti così diversi per condizionare pesantemente l’Italia e costringere Renzi ad adottare determinate politiche, anche perché l’attuale premier non è un tipo da andare sull’attenti a vedere a Bruxelles i compiti che ci hanno assegnato da fare a casa.

 

(Pietro Vernizzi)

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