BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ 2. In balia del nuovo (dis)ordine mondiale

Pubblicazione:

Vladimir Putin (S) con Van Rompuy e Barroso (Infophoto)  Vladimir Putin (S) con Van Rompuy e Barroso (Infophoto)

La fine della diplomazia internazionale fondata sui principi di Westfalia ha inferto un colpo mortale all’equilibrio instabile ma solido prima richiamato. Ora concetti estranei alla ragion di Stato e al principio di potenza sono penetrati nelle culture delle nazioni dominanti - ed esse son molto più di un tempo su scala regionale… - così profondamente da sconvolgere il mondo e portarlo alla catastrofe.

In questo senso la Russia di Putin non ha invece abbandonato i principi di Westfalia e li esercita nel suo plesso di dominio ricostituito dopo il crollo dell’Urss. E, inoltre, essa è consapevole del disastro in cui è caduto l’Occidente per l’abbandono di quei principi. In tal modo può sfruttare a suo vantaggio il caos generato in primo luogo dal fatto che gli Usa non sanno più governare il mondo: primavere arabe docet, ma l’elenco a partire dall’Afghanistan e dall’Iraq è già assai lungo. La Russia sfrutta il caos generato dall’incapacità preclara nordamericana - un pericolo per tutto il mondo civilizzato - per estendere il suo potere che è stato profondamente colpito dal non rispetto dei patti taciti seguiti al crollo dell’Urss. Ossia il patto che nessuno Stato cuscinetto tra Urss ed Europa sarebbe stato inserito né nell’Ue, né nella Nato. È successo tutto il contrario con uno squilibrio mondiale immenso che ha ridotto la Russia a uno stato di isolamento che Sergei Karaganov ha descritto magnificamente.

La crisi ucraina è figlia di questo isolamento, di questa mancata lealtà internazionale, di un ritorno all’uso del terrore convenzionale a geometria variabile, come fanno sia gli Usa, sia la Russia. Per quel che riguarda poi i diritti umani, principio catastrofico se applicato su scala internazionale, come dimostra l’attuale caos, dovrebbero valere per tutti. Che si tratti, invece, di un’ipocrisia, lo dimostra la situazione delle minoranze russe negli stati ex-sovietici. Il primo provvedimento del nuovo “governo” ucraino è stata l’eliminazione del russo nelle scuole senza che l’Ue - sempre tanto political correct - elevasse il suo lamento…

Il crollo della diplomazia internazionale è dinanzi agli occhi di tutti. Al kissingerismo non si è sostituito nulla e il futuro, nell’assenza di diplomazia professionale di alto livello in ogni dove, è divenuto veramente denso di nubi. Di violenza e di ipocrisia.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.