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SENATO & RIFORME/ Rutelli: Renzi è caduto nella trappola delle Regioni

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Tutti i Paesi del mondo (salvo quelli non democratici) hanno due camere. Il processo legislativo può essere rapido anche con la doppia lettura delle leggi, che in molti casi permette di correggere gli errori. Se andassimo verso il monocameralismo – che può anche andar bene, in astratto – è matematico che ci troveremmo con leggi che verranno rifatte, modificate e corrette dopo la loro emanazione. L’altra via è federale, con una seconda camera alla maniera tedesca. Ma non possiamo permettercela.

 

Cosa si potrebbe fare dunque?

Basterebbe applicare la proposta, che ho presentato nella passata legislatura, del bicameralismo moderno: 400 deputati e 200 senatori. Il corpo legislativo deve essere molto più asciutto e snello, con poteri differenziati (come negli Stati Uniti il Senato potrebbe avere più competenza in politica estera e nella verifica delle nomine pubbliche). Avremmo un’attività più veloce e costi decisamente ridotti. La capacità di legiferare non può essere affidata soltanto ai tweet e ai comunicati stampa. La più grande preoccupazione dell’oggi riguarda proprio la cattiva qualità delle leggi regionali e statali che devono cercare di ‘sintonizzarsi’. Se infatti il Parlamento è da diversi anni ridotto al rango di correttore dei decreti-legge mal scritti a Palazzo Chigi, gran parte dell’attività della Corte Costituzionale è cercare di risolvere le controversie di potere tra Stati e Regioni: è una cosa pazzesca, causata dalla confusione del Titolo V, grave errore dell’allora maggioranza di centro-sinistra.

 

Qual è la filosofia alla base delle riforme di Renzi? Ha parlato di tweet

Il fenomeno dei tweet non riguarda solo il Premier; purtroppo siamo in una condizione di emotività permanente per cui si cerca di lasciare il segno nell’immediatezza. Il problema è che quando si fa una legge questa dovrebbe durare e rimanere nel tempo. Recentemente ho ricevuto le foto di un piccolo bosco di Lodi: alberi cresciuti in base alla legge Rutelli, di vent’anni fa, in base alla quale si pianta un albero per ogni bambino che nasce. Se io avessi fatto un tweet anziché una legge, anche su una materia limitata come questa,  avrei posto un’esigenza, senza agire nel concreto. Oggi, purtroppo, viviamo di effetti annuncio che dipingono una realtà che poi svanisce pochi secondi dopo, di correnti emotive, di opinioni effimere e della necessità di cavalcarle.

 

Quindi tutto fumo, propaganda e pochi obiettivi?

No. Renzi ha due veri grandi compiti: il primo, di priorità assoluta, è ridare dinamismo all’economia, creando nuovi posti di lavoro. Il secondo è tagliare i tentacoli paralizzanti della macchina burocratica, che soffoca la vita delle amministrazioni, delle imprese e complica la quotidianità delle famiglie italiane. Questi due obbiettivi sono il vero banco di prova per Renzi: occorrono norme, provvedimenti e semplificazioni, non solo comunicazioni.

 

Riforme che modificheranno per decenni l’ossatura dello Stato Italiano: bisogna farle bene. E a braccetto con la riforma del Senato ecco l’Italicum.


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