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SENATO & RIFORME/ Rutelli: Renzi è caduto nella trappola delle Regioni

Pubblicazione:mercoledì 26 marzo 2014

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

La legge elettorale che sta venendo fuori è molto negativa perché ha quasi tutti i difetti della legge attuale, come, per esempio, il peccato mortale (e non veniale) dei parlamentari nominati: è un delitto contro la credibilità della politica e il fatto che sia mantenuto è gravissimo. Poi, le soglie di sbarramento sono sproporzionate e i numeri che servono per ottenere una maggioranza assoluta alludono a un sistema bipolare, o meglio bipartitico, che però non c’è. I sistemi elettorali che vengono fatti per dare artificialmente una maggioranza quando questa nel popolo non c’è sono illusori: possono funzionare per una legislatura, per poi provocare delle catastrofi negli anni a venire. Sono invece ultrafavorevole a quella del Titolo V, ma dovrà essere fatta in maniera coraggiosa e performante contro un regionalismo fallito.

 

Una riforma del Titolo V non presuppone a sua volta gli enti locali? Il ddl Delrio è andato sotto due volte in aula, evidentemente le province (o cos'altro per loro) servono…. i 35 enti che lei auspica non rischiano di ricreare un altro livello di governo? Come fare?

 Un livello di governo tra il Comune e lo Stato è necessario, e c’è in ogni parte del mondo. Ma avere un altro legislatore, le Regioni, oltre all’Europa e allo Stato è insostenibile. Avere un livello di coordinamento territoriale sovra-comunale è utile insomma, per garantire molti servizi oggi assegnati a Province e Regioni. Ma una riforma fatta male può fare molti danni: guardi cosa sta succedendo in Sicilia, dove c’è un caos totale.

 

Si parla di inserire il nome di Renzi nel simbolo del Partito Democratico: un netto cambiamento di rotta rispetto al passato. Cosa pensa della sua gestione del partito?

Renzi lo ha conquistato rapidamente dopo che, purtroppo per il Pd, Bersani tenne una linea politica incomprensibile in seguito al voto di febbraio 2013. Anzi, ben 4 linee politiche radicalmente diverse cambiate nel giro di pochi giorni: accordo con Grillo, poi con Berlusconi (candidatura Marini), quindi contro Berlusconi (candidatura Prodi) e infine intesa globale per rieleggere Napolitano, viatico di Enrico Letta. Insomma, una frana. Così Renzi è stato favorito nella sua ascesa: adesso è alla prova del nove; tutti ci dobbiamo augurare che riesca perché la sua riuscita si misura sui temi che toccano profondamente la vita del Paese.

 

Il governo dura? I suoi principali nemici sono in Italia (la macchina amministrativa) o all'estero (in Europa)?

I suoi nemici sono la distanza tra la chiarezza degli slogan e l’oscurità delle leggi. Se si vuole, la verifica della distanza tra il dire bene e il fare bene.

 

(Fabio Franchini)



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