BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

IL CASO/ Mario Mauro: F-35, Renzi dica la verità al Pd

InfophotoInfophoto

Il Partito democratico, da tempi non sospetti, vive un travaglio sul tema della difesa; al suo interno è legittimamente presente un filone sensibile a tematiche di natura pacifista. Così, non di rado, entra in conflitto con una cultura di governo che impone una visione adeguata alla gestione delle crisi internazionali. Poi...

 

Prego.

Bisogna ricorda una cosa. Dai dati forniti dal Sipri (agenzia di Stoccolma indipendente che monitora le spesa per la difesa nel mondo, ndr) l’Italia, negli ultimi dieci anni, ha tagliato il 19% del proprio bilancio, mente in Paesi come Francia, Germania e Gran Bretagna, questa riduzione oscilla tra l’1 e il 3%. Parallelamente la Russia ha incrementato il proprio bilancio per la difesa del 111%, la Cina del 115% e Gli Stati Uniti del 35%.

 

Questo per dire che l’Italia dovrebbe spendere di più?

No, l’Italia – fatte le giuste valutazione sulla sostenibilità della propria spesa pubblica – deve essere consapevole ed orgogliosa  di quanto fa per mantenere la sicurezza sul piano internazionale e anche al proprio interno.

 

Grillo dice che Obama è venuto a Roma per contrabbandare la sua economia e che noi abbiamo chinato il capo.

Parole fuori luogo. Il presidente degli Stati Uniti è venuto in Italia per incontrare il Papa: era questa la ragione principe della sua visita nella capitale.

 

Passando al caso marò, che lei ha seguito in quanto ministro della Difesa del governo Letta, ci sono novità: la Corte suprema indiana ha accolto il ricorso italiano contro l’accusa di terrorismo, sospendendo il processo. Si è sbloccato concretamente qualcosa?

È una vicenda piena di contraddizioni. Nel marasma emerge, come linea più coerente per tutti – sia per l’India che per l’Italia –, la necessità di riconoscere il principio di giurisdizione. Ecco, siccome il fatto è avvenuto in acque internazionali non c’è dubbio alcuno che la competenza debba essere italiana.

 

Le prossime tappe quali saranno? E come deve agire il governo?

La cosa più importante di tutte è che l’Italia si mostri unita e che continui a sostenere il governo negli sforzi di negoziato diplomatico che mirano a tutelare la dignità e i diritti dei nostri fucilieri di Marina. Tra l’altro penso che il comportamento dei nostri soldati sia il miglior viatico per una presa di consapevolezza delle autorità indiane di quanto sia fuori luogo l’iniziativa condotta contro di loro.

 

(Fabio Franchini)

© Riproduzione Riservata.