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PD & RIFORME/ Civati: senato, lavoro, F-35, l'agenda di Renzi è un "golpe"

Pippo Civati (Infophoto) Pippo Civati (Infophoto)

Lavoro e Senato sono le due questioni più delicate di tutte. Sulla legge elettorale Renzi è riuscito a tenere sulla base di questo accordo con Berlusconi, ma stavolta sia sulla riforma costituzionale che sul Jobs Act è chiaro che non ci può proporre cose che non piacciono a nessuno. Bisogna essere convinti: la riforma costituzionale è la cosa più importante che un parlamentare possa fare, che va oltre la disciplina di partito. Renzi deve discuterne con chi (e non parlo di me) ha più esperienza, sta nelle istituzioni da tempo e conosce sia la necessità di snellire i procedimenti sia di rendere tutto meno costoso, migliorando – e  non peggiorando – la qualità del nostro sistema democratico.

 

Forza Italia sarà il salvagente di Renzi in Senato?

Non saprei, non vorrei che si bucasse il 10 aprile, con la decisione del tribunale su Berlusconi. Ecco, poi bisognerebbe capire l’opportunità di avere un padre costituente ai servizi sociali. Ci sarebbe bisogno che la maggioranza di governo e soprattutto il Pd avessero una linea forte e autorevole che possa passare anche senza aiuti (in alcuni casi) non richiesti.

 

Il consenso di Renzi interno al partito è aumentato o è calato?

È alto, com’era alto prima. Questo non lo discuto, ma non ne faccio una questione di consenso. Io, anche a costo di perderlo, dico che le cose bisogna farle bene; siccome non ho vinto le Primarie non ho alcuna esigenza di ribaltare i risultati o essere in disaccordo per partito preso, anzi. Però...

 

Però?

Prendiamo ad esempio gli F-35. Oggi il ministro Pinotti ha detto che li compriamo tutti: due settimane fa avevo capito che non si compravano. Sono io quello strano? Se sui cacciabombardieri si dicesse che hanno ragione quelli che come Civati, e tanti altri, hanno detto di fermarsi perché è un programma che non funziona, io sarei solo felice. Se posso contribuire nella mia modestia, anche numerica, a migliorare l’operato sono solo contento. Mica me la prendo eh…

 

Il malumore interno non si placa. Il rischio scissione all’orizzonte c’è?

In questo momento l’unico rischio esistente è quello di demoralizzarci. Poi oggi la minoranza del Pd che è rimasta unita, votando contro, è quella rappresentata da me; quella di Cuperlo si è divisa tra il voto favorevole dei giovani turchi (e forse dello stesso Cuperlo) e l’astensione del gruppo di Bersani.

 

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