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SCENARIO/ La sfida tra Renzi e Grillo spaccherà il governo

Pubblicazione:lunedì 3 marzo 2014

Beppe Grillo (Infophoto) Beppe Grillo (Infophoto)

Oggi, alla vigilia delle elezioni, Matteo Renzi – sia pur in cambio dell'agibilità parlamentare – ha riconosciuto al leader di Forza Italia il ruolo di coprotagonista delle riforme istituzionali e si è messo in concorrenza con Beppe Grillo rincorrendo i "grillini" sul terreno dei loro contenuti. In più punti dei suoi "discorsi programmatici" a Camera e Senato, Matteo Renzi si è infatti atteggiato ad essere l'uomo capace di realizzare i "sogni" dei 5 Stelle. Si vedrà il 25 maggio se, avendo impostato la campagna elettorale come gara con Beppe Grillo, Matteo Renzi sia stato avveduto a condividerne temi e priorità.

Le espulsioni, le divisioni e le polemiche interne ai parlamentari del movimento di Grillo non sono il segno di un processo di dissolvimento. Il fenomeno Grillo e l'ampio consenso che ha ripreso ad avere rispecchiano la diffusa rappresentazione che viene ormai prevalentemente data dell'Italia come un paese "orfano" senza degna rappresentanza politica e democratica. Da anni è diventato luogo comune associare ogni segno di vita della democrazia rappresentativa a corruzione e spreco. Non a caso lo stesso Giorgio Napolitano nel discorso di accettazione del secondo mandato aveva messo in guardia da certe campagne di stampa svolte con questo modulo fisso. Il riferimento era agli articoli, ad esempio di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, simpatici e utili come analisi e denunce circostanziate, che però diventano base di consenso "grillino" se hanno come "linea politica", sistematica conclusione, la volontà di dimostrare che l'Italia è un paese che fa schifo e che è impossibile riformare. La loro tesi di fondo è che si può cambiare solo con una bomba atomica, con totale azzeramento. 

In questo quadro di resa dei conti − tra Parlamento e Palazzo Chigi − rinviata al 25 maggio il decollo di Matteo Renzi come premier sulla scena europea è affidato alla sua capacità di realizzare fatti concreti sul piano della vita sociale, nella capacità di far intravedere una possibile ripresa senza deprimere il mercato interno con continue tassazioni e dando l'impressione di affidarsi solo a esportazioni e turismo estero. È quindi dal voto delle europee che verrà la legittimazione o meno della "staffetta" tra Letta e Renzi. 



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