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M5S & ELEZIONI/ Il giurista: il ricatto di Beppe Grillo ai suoi candidati è contro la Costituzione

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Beppe Grillo (Infophoto)  Beppe Grillo (Infophoto)

Ribadisco che tutti i parlamentari sono liberi di esercitare la loro funzione e il loro mandato politico in piena libertà. Qualsiasi forma di restrizione, soprattutto se avviene con strumenti come il versamento di una “cauzione” in denaro, sono del tutto fuori da qualsiasi logica accettabile di riduzione dello spettro di agibilità politica in ragione di un mandato vincolato.

 

La nostra Costituzione distingue in modo chiaro i partiti politici dalle altre associazioni?

L’articolo 49 della Costituzione affida al soggetto associativo partito politico la facoltà di concorrere con metodo democratico alla definizione dell’indirizzo politico nazionale. Ciò rende un partito diverso da qualsiasi altra associazione coperta dall’articolo 18 della Costituzione. Il problema però è che l’articolo 49 è in qualche modo “incompleto”, perché il Parlamento non ha mai approvato una legge per disciplinare nello specifico le norme che si applicano ai partiti. L’effetto concreto che un partito politico produce nell’ordinamento, che va dalla creazione dei gruppi parlamentari, al governo dell’indirizzo politico in parlamento, rende in realtà molto differente il fatto di appartenere a un partito rispetto a un’associazione. E sarebbe davvero tempo che si avesse una legge sui partiti che desse attuazione, appunto, all’art. 49 Cost., così come del pari una sulla rappresentanza sindacale, che desse cioè attuazione all’art. 39 Cost. Da decenni gli studiosi scrivono -ahimé inascoltati- sul punto.

 

Grillo in questo modo dimostra di concepire il suo partito come un’azienda?

Il tentativo di Grillo è quello di considerare il M5S come una società di sua proprietà. Ciò rende il movimento in qualche modo molto simile ad altri fenomeni associativi diversi dai partiti politici. Il punto però è che il M5S “produce” degli eletti, perché sceglie di giocare nell’agone elettorale. Ciò rende del tutto inefficace qualsiasi situazione giuridica soggettiva che pretenda di essere vincolata dall’esterno, pur essendo ben radicata all’interno dell’ordinamento costituzionalmente garantito. Qualsiasi parlamentare è totalmente libero di esercitare il suo mandato, perché la funzione che la Costituzione gli assegna è estranea a qualsiasi sorta di ricatto. Ma mi faccia aggiungere una cosa: il rifiuto di questa sorta di ricatto politico non mi fa tuttavia non vedere la necessità di ricondurre il mandato elettorale ad una funzione chiara: da un lato quella di tutelare lo status del parlamentare, dall’altro quella di garantire pure che il cittadino-elettore non venga “preso in giro” da un parlamentare che, durante il suo mandato, aderisce nel tempo a tutti i gruppi politici passando tutto l’arco parlamentare. Ecco, questo problema esiste, e va combattuto. Molti Paesi europei hanno meccanismi e strumenti idonei a ridurre la legittima azione politica dal puro arbitrio comportamentale, sganciato da qualsiasi vincolo politico-partitico, che in non pochi casi in questi anni abbiamo visto. Sarebbe molto interessante che il M5S accettasse di discutere di ciò. Di sicuro però non partendo da una minaccia ritorsione economica per i non allineati.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
30/03/2014 - continia dal commento precedente (Bruno Tozzi)

la campagna politica europea con spot da venditore di promesse non realizzate da 20 anni , rappresentando inconsapevolmente egli stesso il vecchio politico di professione , tema tanto da lui avversato nel 1994 quando faceva espliciti riferimenti a D’Alema , Veltroni , Fini , Casini ed altri & , ignorando che a suo tempo ha arruolato i notabili del PSI con una esperienza ventennale di mala politica . Sono certo che il popolo pentastellato unito , umile e comunicatore dei programmi già elaborati da trasmettere al grande pubblico , potrà portare a Bruxelles almeno 20-25 deputati per trasformare l’ Europa in comunità europea solidale . FORZA M5S - Bruno tozzi - Salerno

 
30/03/2014 - codice di comportamento del M5S alle elezioni euro (Bruno Tozzi)

Trovo inopportuna l’intervista del prof. F. Clementi,docente presso l’Università di Perugia,pubblicata stamani sul sussidiario .net in merito al codice di comportamento …” forma di ricatto … violazione dell’art 67 della Costituzione …riduzione dello spettro di agibilità politica in ragione di un mandato vincolato …”. Le considerazioni da fare sono: ? i candidati del M5S sono consapevolmente convinti di aver sottoscritto il codice di comportamento in piena libertà sapendo di operare a livello di comunità europea in sintonia con i 7 punti prefissati per cui alcuna inadempienza si rileverà al rispetto del codice ; ? la percezione di una vittoria del M5S nel mondo politico tradizionale è forte , avendo i tradizionali partiti maggiori PD e Forza Italia persi la loro capacità di avanzare proposte innovative in tema di crescita economica , disoccupazione giovanile, riforma elettorale , edilizia scolastica, lavoro , giustizia ,sanità e pertanto si affidano ai loro personaggi indiscussi : Renzi , consapevole di non potere controllare le 12 correnti interne al partito, che promette la realizzazione concreta dei temi caldi sopra riportati senza menzionare i riferimenti certi da implementare mentre Berlusconi che soffre terribilmente della sindrome di attesa , arresti domiciliari o affidamento servizi sociali, prepara - attraverso forti contrasti interni - la campagna politica europea con spot da venditore di promesse non realizzate da 20 anni, rappresentando inconsapevolmente